Guilty pleasure #2: X Factor

maionchiA dire il vero il lato “guilty” di X Factor è relativo: trattasi di programma abbastanza sdoganato e dal pubblico cui piace pensarsi più figo/colto di quello di Amici di Maria de Filippi.  D’altra parte, diciamoci la verità: quest’anno la qualità latita e aver perso la Ventura – una scimmia urlatrice che non sapeva un’acca di musica ma che in quanto a ritmi televisivi spaccava molti culi – per la ieratica Mori ha dato una discreta mazzata al programma, sempre più lungo ed impantanato in sterili polemiche. Quindi non è proprio sbagliato vergognarsi almeno un po’ di guardare X Factor Italia.

Ecco una rapida panoramica ad uso e consumo dello spettatore niubbo (a cui comunque consiglio i sempre validi commenti di Diego Cajelli, che da sceneggiatore di fumetti si è trasformato in opinion leader tra gli X Factoristi):

I GIUDICI

Morgan – l’ex cantante dei Bluvertigo (e quindi, che mi/vi/ci piaccia o no, personaggio di primo piano per noi ex adolescenti degli anni ’90) e, evaporata la Ventura, vera personalità forte del programma. E’ quello che ne sa di più, o perlomeno si comporta come se ne sapesse, che è la stessa cosa. In questa edizione gestisce i giovani (16/24); è l’unico giudice ad aver “allenato” tutte e tre le categorie in tre edizioni.  Segni particolari: i suoi cantanti diventano spesso dei beniamini del pubblico, da cui le accuse più o meno oblique per cui il pubblico “vota Morgan e non i suoi artisti”.  E’ noto per motivare i suoi voti con lunghissimi preamboli spesso astrusi denominati su friendfeed “la supercazzola di Morgan”.

Mara Maionchi – “zia Mara” è stata a lungo un pezzo grosso nella BMG Ricordi quando i discografici donna erano merce rara, e ha lanciato diversi cantanti italiani che non mi vengono in mente (sono tanti, comunque). Tuttavia questo non vuol dire un cazzo: il pubblico di X Factor la ama perché impreca volentieri in diretta, ride con la bocca aperta e in generale ha quell’atteggiamento da “sei bravo, mi sei piaciuto, vaffanculo”. Come l’anno scorso, gestisce i gruppi vocali.

Claudia Mori – aka la signora Celentano, Claudia Mori è lo yin dove la Maionchi è lo yang: sempre molto posata nei modi, ha in realtà degli sprazzi polemici da autentica drama queen ed è alquanto permalosetta. In realtà i suoi commenti non sono privi di acume, ma quello che c’è di buono deve fare a pugni con un atteggiamento troppo indisponente. Hanno già fatto epoca il suo volantino ipocondriaco e la dichiarazione, onesta ma invero un po’ brusca, per cui Sofia (sua concorrente) sarebbe dovuta uscire la scorsa puntata. Il genere di cose che semina l’armonia in spogliatoio. Si occupa degli over 25.

IL PRESENTATORE

Francesco Facchinetti aka Fuckinetti aka il figlio dei Pooh – fino alla stagione scorsa metà del lavoro di presentazione lo faceva la Ventura, poche storie. Quest’anno Fuckinetti è come un bambino a cui hanno appena tolto le rotelline dalla bici. Fa meglio nel “Processo a X Factor” del sabato pomeriggio, che il consenso popolare vuole essere ben più divertente dell’X Factor vero e proprio.

I CONCORRENTI

Scrivo solo dei cantanti che erano in gara oggi: non scrivo di quelli usciti nelle puntate scorse perché a)è tardi, b)già me li ricordo a malapena, il che la dice lunga sul livello di quest’anno.

16-24Marco è il vero cavallo di battaglia di Morgan e uno dei favoriti per la vittoria da pubblico e critica. Canta un po’ come Daniele Magro l’anno scorso, però meglio, ed è generalmente più belloccio. Sessualmente ambiguo, tutto il carisma che sfodera sul palco si disintegra nel resto del tempo, in cui si ripiega su se stesso come un asse da stiro salvaspazio. Ha un accento indecifrabile (e se lo dico io che già borbotto di mio, credeteci). Tipico discorso di Marco: “Ffnn ttnnd mmnp dttdn mn mn”. Chiara dovrebbe essere la Susan Boyle de noantri, essendo decisamente in sovrappeso ma con una voce chiara (d’oh!) e melodiosa. La realtà è che sembra peggiorare col passare del tempo, alimentando polemiche che la vogliono favorita da pubblico e giudici solo per mero buonismo. Silver è il ragazzino dalla faccia pulita a cui fanno sempre cantare Gianni Morandi, il punto è che tendo a dimenticarmi che c’è anche lui. Fate un po’ voi. Però non esce perché si accalappia la parte bimbominkia della fanbase.

Over 25 – Sofia sembrava l’anello debole ma sta resistendo sulla lunga distanza. Umorale e insicura, la sua controparte dello scorso anno potrebbe essere Ambramarie, come lei spinta come “donna rock”, ma c’è più schiuma che birra, se capite cosa intendo. Giuliano, il Vin Diesel sardo, è entrato a gara iniziata una puntata fa e viene indicato come “il Giusy Ferreri del 2009” in quanto anche lui canta col graffiato blueseggiante. Per non sbagliare gli fanno cantare Amy Winehouse. Damiano ci ha lasciato nella puntata appena finita, per la disperazione di Claudia Mori che aveva una cotta nemmeno tanto segreta per lui, e di buona parte del pubblico femminile (non la mia, mi stava solo moderatamente simpatico). Era il maturo cantautore barbuto cui venivano assegnati brani di Battiato, Joe Strummer e Vinicio Capossela, immolato da Morgan nel giorno in cui il programma ha ospitato De Gregori. Il cerchio si chiude.

Gruppi vocali – le Yavanna sono le uniche superstiti di quella che è sempre stata la categoria più ostica. Verso di loro, personalmente ho un atteggiamento ambivalente: da una parte non le trovo poi così male quando interpretano roba alla Kate Bush che è nelle loro corde, dall’altra (sono pur sempre quelle che si sono presentate in cosplay da elfe alla Tolkien) continuo a figurarmele dietro uno stand alla fiera del fumetto di Lucca, a vendere a peso d’oro doujinshi yaoi e gadget che in Giappone ti danno gratis coi giornali.

Nemo propheta

Ah, stavo quasi per dimenticarmi dell’ultimo, ma non ultimo, Luca Tommassini: quello che da quindici anni a questa parte ci ricordano essere stato il coreografo di Madonna (si vede in questo video qui, per esempio), ma che, per la serie “nemo propheta in patria”, per X Factor architetta coreografie e scenografie che sono nel migliore dei casi incomprensibili, e nel peggiore semplicemente brutte. Leggenda vuole che la scenografia con i divani rotanti utilizzata l’edizione scorsa fosse sempre foriera di eliminazione per il cantante che la doveva usare. Quindi Tommassini in realtà è la Scarlet Witch della Marvel e manipola la realtà a suo piacimento, a suon di macchine del vento e tapis roulant.

4 thoughts on “Guilty pleasure #2: X Factor

  1. Ciao Poggy!!
    Giusto per farti un saluto e dirti che mi fa veramente piacere il fatto che hai riaperto un blog… anche io di tanto in tanto un pensierino lo faccio…
    Chissà come sono finita qui… comunque sono proprio contenta di esserci finita.

    Comunque.
    Damiano è uscito perché era stucchevole.

    A presto
    Chiara (chissà se poi ti ricordi di me…)

    • Ciao Chiara, e ben trovata. Certo che mi ricordo di te… o meglio, mi ricordo di almeno due-tre Chiare dai tempi del vecchio blog: details, plz🙂

      Di Damiano non sarò certo io a sentire la mancanza, ma d’altro canto non c’è nessuno, tra i concorrenti di quest’anno, che mi abbia colpito particolarmente, mentre nella scorsa edizione vedevo molto più potenziale. Secondo me hanno sbagliato a lasciar passare così poco tempo tra le due stagioni del programma, è chiaro che la selezione non è stata altrettanto ben studiata.

  2. Sono la Chiara-Bad🙂 mi sa che sei rimasta ancora scossa da quella mezza insolazione che ti sei presa in quel di Viareggio🙂 .

    Tornando a X, non ho visto la seconda edizione quindi non so, però Marco non mi dispiace per niente, anche se si sta un po’ troppo morganizzando.

    Ma poco male perché tento non comprerò il suo CD, se mai lo facesse, come non comprerei quello di nessun altro concorrente lì dentro.

    Ciao
    Chiara

    • Ah ah, allora la mia prima intuizione era quella giusta, ma sono voluta rimanere sul vago😉 Tra l’altro ci siamo trovate vicine l’altro ieri, dato che ero a Lucca per la fiera del fumetto. Infatti oggi ho i dolori come i vecchi… vabbè.

      Marco è indubbiamente bravo, però per l’appunto non comprerei un suo disco (okay, ormai è già tanto se compro un disco di quelli che mi piacciono veramente *cough cough*), mentre nella precedente edizione almeno Noemi, BSOD e Enrico Nordio (prima del suo crollo verticale) secondo me avevano dato delle belle prove. Infatti almeno i primi due un certo successo discografico al di fuori del programma l’hanno avuto, mentre non riesco a vedere quelli attuali sopravvivere al di fuori del programma. Bah. Alla fin fine continuo a guardarlo per il gusto di commentarlo su friendfeed, il che è tutto dire😄

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