Fuoco e bukkake: Rammstein live @ Palau Olimpic de Badalona (12 novembre 2009)

Dove si parla di tedeschi minacciosi, catalani disciplinati, lanciafiamme, tecnici del suono in pericolo di vita, manuali del perfetto frontman, sadomasochismo, malattie veneree e bukkake, con tanto di supporto video e fotografico (e ce n’è ancora di più su Flickr)

Ordunque, dopo un’attesa cominciata quest’estate quando, in preda ad un raptus da “ora o mai più” ho ordinato i biglietti alla Fnac spagnola, finalmente sono andata a vedere il concerto dei Rammstein a Barcellona. E sono qui per raccontarvelo.

Preludio: Hostel – arriviamo all’ostello abbastanza agevolmente: vicinissimo al palazzetto, ragazza alla reception cordiale, pulito, economico, mancava solo l’ampio parcheggio all’ingresso e facevamo scopa. Giusto il tempo di lasciare giù la roba e decomprimerci un attimo sotto il portico (giocando a briscola): lì vediamo un gruppetto di tre tedeschi molto grossi e dall’aria vagamente minacciosa, tra cui uno con la maglietta dei Rammstein(1). Io e il Brüderlein ci scambiamo uno sguardo eloquente al di sopra del tre di denari: qui il gioco rischia di farsi maschio fin da subito.

palau

Palau Olimpic

Il dinamico duoIl popolo – Il Palau Olimpic si rivela essere una struttura non molto più grande del Palaverde di Treviso (per come me lo ricordo) , che si affaccia direttamente sulla strada. Verso le cinque del pomeriggio lo spiazzo ai piedi della gradinata è pieno di gente, ma non sovraffollato; molti sembrano ragazzi del liceo (vicino a noi c’è chi fa i compiti). Ipotizzo che il grosso arriverà quando la gente staccherà dal lavoro. Incrociamo dei ragazzi italiani ma ci ignoriamo a vicenda. A mano a mano che il tempo passa, constatiamo che il pubblico spagnolo (o meglio catalano) è mediamente molto disciplinato(2), fuma un sacco, e, per essere sulla strada dove da un momento all’altro può passare un pulotto, si accende joint con una certa disivoltura. Di tanto in tanto, alle vetrate si affaccia qualche roadie che viene salutato con un boato; un paio di volte appare un tipo coi capelli lunghi che secondo alcuni è Schneider, secondo altri (tipo me), non lo è. Oh, a me sembra che avesse le mèches, e ciò non collima con le informazioni a mia disposizione. Comunque il docile pubblico barcellonese (?) ha un rigurgito di anarchia quando, esattamente alle 19.45 come specificato sul biglietto, si aprono i cancelli: come un sol uomo, tutta l’orda che fino ad allora se n’era stata tranquilla a fumarsi i cannoni e mangiare hot dog si riversa verso le gradinate, travolgendo le transenne e creando un cimitero di cocci di vetro per terra. Rischio di fracassarmi il cranio sulla gradinata e di perdere una lente a contatto ma, al grido di “prima fila o morte!” resto in piedi e, con tecniche rugbistiche, arrivo a farmi strappare il biglietto. Siamo dentro!

Combichrist

Combichrist

Gruppo spalla: i Combichrist – Sempre spaccando il secondo, alle 20.45 cominciano a suonare i Combichrist, gruppo aggrotech scandinavo che non conoscevo, ma che mi è piaciuto davvero tanto. Tornando con la memoria ai concerti che ho visto finora, mi riesce difficile pensare ad un gruppo spalla che sia stato accolto con tanto entusiasmo: la reazione più clemente in genere è di benevola indifferenza, se non scatta l’insulto libero. Invece i CC hanno fatto ballare tutti per una buona mezz’ora: non so se si tratti di un’altra sottile ma fondamentale differenza tra il pubblico locale e quello italiano, o forse è solo che oh, sono davvero bravi. In realtà né le versioni in studio né i video su Youtube riescono a rendere bene l’impatto brutale che ha questa band dal vivo: dotata di due-batteristi-due, uno che si è fatto metà concerto in piedi sulla batteria, l’altro che avrà cambiato sedici bacchette in mezz’ora perché le rompeva. Mio fratello mi ha fatto notare che il cantante, visto il suo modo di muoversi sul palco e la stazza, deve aver letto il “Manuale Lindemann per il bravo frontman”:

manuale

Click to enlarge your penis

Se fossimo potuti restare un giorno in più saremmo sicuramente andati a vederli nel concerto “solista” che avrebbero tenuto il giorno dopo in club lì a Barcellona… Sarà per la prossima volta.

Ma se i cancelli si sono aperti in orario, il gruppo spalla ha cominciato e finito in orario, vuoi vedere che anche il concerto vero e proprio comincerà alle dieci con precisione prussiana?

Egli c'è

Till Lindemann ESISTE VERAMENTE

Quando il gioco si fa maschio i Rammstein cominciano a suonare – E infatti sì: alle dieci in punto si spengono le luci, il palco sembra un’unica massa nera su cui si aprono due piccoli squarci di luce. Sono Paul Landers(3) (dritto davanti a noi) e Richard Kruspe che stanno aprendosi un varco a picconate (e qui vi dovete accontentare di una foto non mia, che peccato! :3 ): si fermano sulla “soglia” quando delle scintille tipo saldatore aprono un passaggio ogivale (o vaginale, direi) da cui esce Till. Io e mio fratello continuiamo ad esprimere entusiastici pareri sulla natura suina di Dio. Parte Rammlied… e per i primi secondi c’è l’audio troppo basso! Sentiamo Till cantare solo perché siamo abbastanza vicini; la situazione viene subito risolta, purtroppo non sarà l’unico intoppo tecnico della serata (ma ci arriveremo). La setlist è la stessa che circolava su internet dopo la data di Lisbona:

1. Rammlied
2. B*******
3. Waidmanns Heil
4. Keine Lust
5. Feuer frei!
6. Weisses fleisch(*)
7. Wiener Blut
8. Frühling in Paris
9. Ich tu dir weh
10. Liebe ist für alle da
11. Benzin
12. Links 2-3-4
13. Du hast
14. Pussy

—————–

15. Sonne
16. Haifisch
17. Ich will

—————–

18. Seemann
19. Engel

(*)secondo me Weisses Fleisch è stata suonata prima di Feuer Frei, ma non ci metterei la mano sul fuoco. Ah ah, capita la battuta?

Come si può notare, da Rosenrot è stata salvata solo Benzin: peccato perché secondo me almeno la title track avrebbe meritato un posto in scaletta, visto che il concerto non è stato lunghissimo, ma non avete idea quanto piacere mi abbia fatto poter sentire dal vivo Engel🙂

Il primo blocco di canzoni è uno tsunami di decibel e, come già detto, il gioco si fa maschio, specialmente per una donzella verticalmente svantaggiata come me – mi consolava solo il fatto che la maggior parte delle spagnole lo fossero anche di più! Con la tenacia dei disperati e perdendo qualche chilo di capelli, alla fine siamo riusciti a guadagnare la quarta fila, anche se, da qualunque parte mi mettessi, Richard rimaneva sempre nel mio punto cieco: si vede che non era destino! Era anche quello che si muoveva di meno, si sospetta *gossip gossip* a causa di una recente operazione al ginocchio.

Vengo distratta dai meri problemi di sopravvivenza dalla performance di Feuer Frei: giuro che mi sono commossa quando hanno tirato fuori le classiche maschere sputafuoco.

(per il video, cliccate qui)

RammsteinUn altro momento di grande impatto è stata Wiener Blut, una canzone che avevo reputato relativamente deludente ma che, dopo averne letto la traduzione, ha acquistato punti, a cui vanno ad aggiungersi quelli della versione live, assolutamente inquietante e suggestiva, con Till che canta vicino ad una lampada da camera mentre bambolotti impiccati calano dal soffittoRammstein

Non sparate sul mixer – Su Frühling in Paris il pubblico si esalta (suppongo che anche per gli spagnoli sia più agevole imparare un ritornello in francese piuttosto che in tedesco), peccato che l’audio scompaia per ben due volte lasciando intatti solo i bassi! La prima volta lì per lì la band non sembra accorgersene, e poi riprende a suonare con una risata e una scrollata di spalle. La seconda interruzione viene accolta da una sorta di delirio generale con tanto di assolo di batteria di Schneider, e Till che fa una faccia, ma una faccia, che se io fossi stata nei panni del tecnico del suono me la sarei data a gambe comprando il primo biglietto per il Kamchatka senza mai guardarmi indietro. Ma siccome non ero il tecnico del suono, stavo semplicemente soffocando nella mia bava(4) – uhh, così mi piaci! Cattivo, sì! – e pace. Comunque subito dopo aver finalmente concluso la canzone il gruppo è andato un attimo nel backstage; solo pochi secondi in verità, ciò non mi impedisce di pensare che siano volate minacce pesanti perché da allora in poi tutto è filato liscio, salvo un problemino di ritorno dei bassi all’inzio di Liebe ist für alle da dove abbiamo visto l’altrimenti gioviale Paul pensare chiaramente a quanti tipi di salumi si possano ricavare dal Signore lassù.Rammstein

Fla-ke! *clap clap* Fla-ke! *clap clap*- Ich tu dir weh, la controversa canzone censurata in Germania che non si capisce bene se parli del sadomaschismo o delle malattie veneree, è stata un altro momento topico ed altamente coreografico.  Cioè la canzone in cui Till maltratta Flake che tutti aspettavano. Tutto inzia con Flake, vestito di un improbabile completo sbrilluccicoso, che scende dal suo tapis roulant (praticamente lui suona camminando per tutto il concerto) e va a colpire Till, ridendo come un matto. Till allora lo prende, se lo mette in spalla stile uomo di Neanderthal e lo butta in una cassa di alluminio apparsa dal nostro lato del palco: dopodiché si alza una pedana larga quanto un tombino che lo porta su per quasi cinque metri, e lui comincia a versare da una specie di secchio del latte una pioggia di scintille sul povero Flake! Fuoco, fiamme e cotillons!

Rammstein Rammstein

L’allegro cannone dell’aMMore – A questo punto del concerto, ho guadagnato una buona posizione e me lo godo appieno, con la soddisfazione aggiuntiva di aver superato sia la twilighter bimbominkia che tentava di mettermisi davanti, sia un tizio alto esattamente come me e con un grip sul terreno che nemmeno un mezzo cingolato, che mi aveva oscurato nei momenti meno opportuni all’inizio del concerto.

Comunque da lì in poi è un delirio, su Benzin appare una finta pompa di benzina sul palco e Till dà fuoco ad un tizio con la tuta da stuntman che comincia a correre sul palco, Links 2-3-4, che su disco non mi ha mai esaltato particolarmente, dal vivo spacca qualsiasi culo esistente, Du Hast con tanto di muri di fuoco e razzi che volano sul pubblico, e infine, prima del primo bis, Pussy: ora, la trovata con cui concludono questa canzone ha fatto il giro di youtube, io non dico niente e vi rimando solo al video che mio fratello è riuscito a fare con tempismo perfetto. Diciamo che le mie previsioni si sono avverate in grande stile

Prima

Prima

durante

…e dopo

e dopoBukkake ist für alle da!

(no, mio fratello non ha i baffetti alla Hitler, sono solo dei coriandoli che sono stati simpaticamente sparati alla fine quando eravamo tutti appiccicosi. Però dopo tutti quei lanciafiamme almeno ha rinfrescato)

Con i bis la band snocciola ovviamente i classici, tra cui l’unico “intruso” è Haifisch, uno dei pezzi che mi piacciono di più nel nuovo album. Per la gioia di tutti, la tradizione del viaggio in canotto sopra le mani del pubblico è rimasta, e Flake torna ad essere il nostro Seemann.

Rammstein

(ci sono anche 3″ di video, volendo)

Sipario – In chiusura, Engel, una delle mie canzoni preferite dei Rammstein… alla fine il gruppo saluta e ringrazia piuttosto profusamente, per poi andarsene sulle note di Roter Sand diffuse dagli amplificatori. Ancora frastornati e pronti ad andare all’attacco degli omini che giravano con un fusto di birra San Miguel sulla schiena, vediamo il palco con le luci accese: davvero imponente. Ci accaparriamo magliette e poster per poi avviarci all’uscita, accaldati e con un sorriso soddisfatto che probabilmente dal di fuori sembra piuttosto ebete. C’è un after show in un locale all’altro capo della città, ma la metro chiude alle due di notte nei giorni feriali: va bene così, tutti a casa.

La fine

***INTERESSANTI NOTE A PIE’ PAGINA***

(1) Poi in realtà erano dei tipi a posto, gli unici tedeschi che hanno cagato il cazzo erano un paio che continuavano a farsi trasportare dalla folla al concerto e nessuno aveva voglia di assecondarli.

(2) Sul serio, ho visto situazioni che in Italia sarebbero quasi sicuramente sfociate in rissa che lì si sono concluse a tarallucci e vino in quattro e quattr’otto. Per non parlare del fatto che tutti rispettavano la security. Ah, ma la cosa più sconcertante per l’italiano a Barcellona è la gente che si ferma SEMPRE per farti passare sulle strisce, e tu non ci credi e corri come se ci fossero dei cecchini alle finestre delle case. Continuavano a scambiarci per spagnoli o portoghesi, ma credo che l’attraversamento abbia sbugiardato la nostra italianità più che se fossimo andati in giro roteando pizze sulla punta delle dita.

(3) Paul è quello più simpatico che saluta il pubblico e se tu lo guardi lui ti guarda e ti fa le smorfie. Sapevatelo!

(4) Non è colpa mia! Era così TONICOH! Molto più di quanto mi aspettassi dalle più recenti foto promozionali e dal video di Pussy, cazzo, forse più tonico che in Völkerball, sì, mi espongo così! Ma erano TUTTI tonici! Perfino Paul! Perfino Flake! Il rock è il loro personal trainer! Fuck yeah!😀

16 thoughts on “Fuoco e bukkake: Rammstein live @ Palau Olimpic de Badalona (12 novembre 2009)

    • E sì che io quando lo dicevo scherzavo!😄 Comunque è stato un momento molto bello, a metà tra l’orgia e la camera iperbarica: dopo tutti quei lanciafiamme la *cough* schiuma è stata alquanto refrigerante!

  1. aaaaaaaah, che figataaaa!!!>_< Stupendo, e han fatto un sacco di canzoni che mi piacciono particolarmente… e poi: i CC e i Rammstein in una sola volta, aaah, mi ricorda un pò la mia fortuna di vedere i Ladytron e i NIN in un colpo, roba che in Italia ce la sogniamo… ma questo intero show con "coreografie" ed effetti specialissimi in Italia sarebbe proibitivo *momento di amarezza*, detto ciò complimenti anche a te e tuo fratello per la resistenza fisica!XD Fuck yeah!!!

    • Mah, mi sembra che il tour di Reise Reise siano riusciti a portarlo a Milano, credo che il problema sia più che quest’ultimo disco è arrivato in top ten – al di là dei paesi del nord ed est Europa dove te lo puoi anche aspettare – in posti tipo Portogallo, Spagna e Francia, mentre da noi non si è visto neanche col binocolo… purtroppo i Rammstein in Italia sono pseudo underground, che amarezza😦

      • A Milano c’ero, in effetti hanno fatto tutto quello che s’è visto in Volkerball (meno Benzin, mi pare). Qui in Italia LIFAD è arrivato 14°, tutto sommato un mezzo miracolo… secondo me non se lo aspettavano quando hanno programmato il tour, altrimenti sarebbero passati. Peccato😦

      • Mah, io non dispero del tutto: stanno cominciando a spuntare come headliner in qualche festival estivo in Europa, secondo me non è del tutto improbabile vederli al Gods o addirittura (imploderei di gioia perché è a un’ora da casa mia) alla “giornata metal” del redivivo Heineken. Ottimismo, ottimismo!:D

      • Io ci avevo messo una pietra sopra persino dopo che sono riuscito a perdermi il concerto qui a 20km, ma leggerti fa cambiare idea maledizione! Finirò in qualche posto tipo oslo o zagabria a sto punto, dio klingon! Te la farò pagare😛

  2. Pingback: Catalogna « Conversation pieces

  3. Io c’èro al concerto a Badalona!!!!!! è stato bellissimo…ho sentito per la prima volta suonare i CC ed è stato bellissimo…. Il concerto dei Ram è stato senzazionale!!!!! da urlo!!!!!

  4. Ciao! Ho trovato per caso il tuo blog e ho letto avidamente la tua cronaca personale sul concerto dei Divini Teutonici diretti discendenti di Wotan. Complimenti al post. Ho un blog anch’io, dedicato quasi esclusivamente ai R+. Li ho visti a Ginevra il 19 novembre scorso e, come te, ho cercato di trasmettere entusiasmo e passione in un paio di post che raccontano l’attesa e le mie impressioni sul concerto all’arena di Genf.

  5. Pingback: Saudaden: Rammstein live @ Villafranca di Verona 1.07.10 « Conversation pieces

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