Superclassifica serie tv – guardie e ladri (stavolta con i video)

super

Sono le quattro e mezza del 30 dicembre e ancora non so che farò e dove andrò a Capodanno. Io odio il Capodanno e amo il Natale, il che, credo, mi rende assolutamente persona non figa. Ma ad essere non figa ci ho fatto l’abitudine.

Quindi ecco le posizioni 3 e 4 della superclassifica delle serie tv 2000-2009 compilata da me medesima. Ho sottotitolato questa sezione della lista “Guardie e ladri” per motivi abbastanza palesi – con l’anno nuovo arriverà il formidabile, sbrilluccicante podio dei due numero uno a pari merito perché io, alla fin fine, le classifiche non son mica capace a farle.

E se non ci vediamo prima, buon 1998 (cit.).


4. The Shield – Adesso mi faccio venire i sensi di colpa perché con The Shield – che ho seguito tramite Italia 1, quindi potete immaginare la schizofrenia – sono indietro di un triliardo di episodi. Comunque è un telefilm che mi ha fatto più volte agitare le mani in aria dicendo “Cazzo! Cazzo! Che figata!” strappandomi i capelli per l’emozione. Okay, è una descrizione un po’ iperbolica ma di sicuro è una serie che genera reazioni forti. Ha un protagonista, Vic Mackey, che da una parte è il tuo eroe perché è basso e tosto come Wolverine (vi sfido a non esultare quando sgomina pedofili), dall’altra ha degli autentici aspetti da Uomo di Merda(TM) doppiogiochista e infido, roba che in confronto quello stronzo di House lo vorresti come tuo migliore amico. Il bello è che The Shield non è solo guerre tra gang e botte da orbi, è anche pieno di trame intricatissime che intrecciano la vita personale dei protagonisti con i loschi traffici con cui si trovano ad avere a che fare quotidianamente. E’ NYPD che si è fatto di metanfetamina e trasferito a Los Angeles, dove tutti sono duri con le facce dure e gli arredi delle stazioni di polizia sono le stesse tristezze in fòrmica che si vedono nei film anni ’70. Sì insomma, questo telefilm spacca culi.
Punto di forza: Vic che si incazza. Senza contare che ad un certo punto il capo della polizia lo fa GLENN CLOSE. *muore*



3. Romanzo criminale- la serie – Io a Romanzo Criminale sono arrivata in maniera un po’ obliqua, nel senso che prima ho visto la serie, incuriosita dalla polemica sollevata da Alemanno, poi ho visto il film di Placido e solo alla fine ho letto il romanzo originale di De Cataldo. Ora, magari è una questione di imprinting, ma ho l’impressione che RC sia andato migliorando. De Cataldo ha ragionato per archetipi, dando al romanzo un sapore da noir vecchio stampo con detective tutti d’un pezzo e femme fatale. Placido ha dovuto smontare e riassemblare diverse cose per far entrare tutto nello spazio di un film, ma potendo contare su un cast in gran parte di ottimo livello (Pierfrancesco Favino e Kim Rossi Stuart su tutti) che ha conferito umanità a personaggi altrimenti un po’ tagliati con l’accetta. Invece la fiction di Sky (dove sia De Cataldo sia Placido sono comunque coinvolti), potendo contare su tredici episodi per raccontare solo la prima parte della storia, si è potuta permettere di andare a scavare nelle vite dei personaggi, dando loro uno spessore decisamente maggiore. Anzi, mi spingo a dire che in questa lista è forse la serie in cui il character drama prevale di più sulla trama. Che comunque c’è, ed è piena di furti, sparatorie, terrorismo, pestaggi, servizi deviati, gli anni ’70 evocati anche esteticamente, mi dicono, pressoché alla perfezione (anche qui garantisce mio papà). E poi c’è il cast: attori giovani e poco conosciuti ma davvero bravi e in parte, spalleggiati da caratteristi esperti (magnifico il Terribile di Marco Giallini) e da veri vecchi ragazzi di strada come un sommesso Ninetto Davoli. Un finale di stagione che fa venire la pelle d’oca alta così (io ho pianto, ecco). Una scena sulle note di Tutto il resto è noia di Califano che ha un respiro epico che lévati. Una cura nella regia, nella colonna sonora, nella scrittura, che fa terra bruciata di qualsiasi altra serie prodotta sul territorio nazionale, provando che le risorse umane e materiali per fare qualcosa di diverso in Italia ci sono, basta avere il coraggio di usarle. Di sicuro il mio telefilm preferito del 2009 (ma procuratevi la versione di Sky: quella passata su Italia 1, dai pochi spezzoni che ho visto, è leggermente censurata)
Punto di forza: dire “pijamose Roma”… e farlo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...