Il guardiano del faro: Lost 6×05

giàc

"Era meglio se andavo in vacanza in Sardegna"

Ho procrastinato la recensione di questa puntata non perché si sia trattato di un episodio particolarmente debole, ma mi è riuscito davvero difficile trovare qualcosa di nuovo da dire, nel bene o nel male. Forse True Blood mi ha spento troppo bene il cervello, ma ci provo lo stesso (dopo il cut e con gli spoiler del caso).

giàcob

"No, guarda, è che io devo fare il vago almeno una volta al giorno se no non digerisco"

Dunque, The Lighthouse è una puntata su Jack. A livello di centricità, le puntate su Jack sono forse le più temute dopo quelle su Kate, ma l’episodio gemello di questo – White Rabbit della prima stagione – è sicuramente tra i classici lostiani, quindi troppo male non poteva andare. E in effetti The Lighthouse è un buon episodio, non ai livelli di The Substitute ma sicuramente superiore a What Kate Does. Tuttavia non è scevro da difetti, quindi via il dente, via il dolore:

  • Il faro stesso.  Jack: “Come abbiamo fatto a non vederlo prima?” Hurley: “Immagino che sia perche’non lo stavamo cercando.” Qui Jack parla a nome del pubblico, e Hurley ci rifila la spiegazione degli autori: siccome finora non era necessario alla storia, il faro non esisteva. Non è la prima volta che ci imbattiamo in soluzioni del genere, come quella per la famigerata baracca di Jacob (ma era proprio di Jacob?), però questa sorta di nota a margine, invece di divertirmi, mi ha irritato. Lo spettatore di Lost che è arrivato fino a questo punto è ben allenato a tollerare i voli pindarici della sceneggiatura, non occorre farmeli ingoiare a forza. E’ stato un momento di scrittura goffo e che ha un po’ rovinato la mia sospensione dell’incredulità.
  • Le storyline farebbero bene a cominciare a convergere presto. C’è stato un momento in cui stavo seriamente pensando di lasciar perdere la serie, e si trattava della prima parte della terza stagione, con i Losties divisi se non proprio chiusi in gabbia. La forza di Lost è la sua natura corale, le connessioni tra i personaggi; la frammentazione non gli fa bene.

E questo è tutto per quanto riguarda l’ufficio reclami. Come ho detto l’ho trovato un buon episodio: ancora una volta, il sideways-world sembra una versione migliorata di quello originale, o meglio, una versione in cui i personaggi sono in grado di spezzare da soli il ciclo della loro coazione a ripetere sempre gli stessi errori. Se non gli errori dei loro padri.

david

"Figlio, non sono qui per giudicare le tue scelte di vita ma... sono ciglia finte quelle?"

Il Jack originale dice a Hugo che non riesce a vedersi come padre (dei figli di Kate), implicitamente perché lui per primo è un eterno figlio che non ha risolto i problemi col proprio genitore. Sideways!Jack, invece, sebbene divorziato come la versione originale (io spererei di trovare Juliet nei panni dell’ex moglie… ma non vorrei cominciare con le tirate da shipper), ha figliato e si trova per le mani un ragazzino alle soglie dell’adolescenza, che vede poco ma con cui cerca disperatamente di creare una connessione. E la cosa inattesa è che ci riesce: sideways!Jack è capace di imparare dai propri sbagli e da quelli del padre (tra l’altro non sembra avere nessun problema con l’alcol), riuscendo così a trovare il modo per ricucire i rapporti col piccolo David (e vai di citazioni bibliche). Bravo Jack!

ffffuuuuuuu

Cos'è? Dopo la grotta di Voldemort adesso c'è lo Specchio delle Brame? Vogliamo piantarla di copiare da Harry Potter, ragazzi?

In compenso, on-island, così come Sawyer sembra essere regredito al cinico solitario della prima serie, anche Jack sembra buttare alle ortiche tutta l’evoluzione in chiave vagamente zen che aveva avuto durante la quinta stagione. Questo è il vecchio Jack: quello che aveva spaccato a mazzate la bara vuota di Christian in White Rabbit, e ora distrugge senza pensarci due volte lo specchio magico che guardacaso avrebbe potuto dare qualche risposta, perché si rende conto che la sua vita, come quella degli altri, è stata sempre manipolata da Jacob.

Ovviamente, il solito Jacob sembra avere già previsto tutto, e altrettanto ovviamente spiega poco o nulla al povero Hurley, costretto a fare da tramite e a prendersi le sfuriate di Jack. Continuo a non sapere cosa pensare di Jacob: forse non è il vero villain come ipotizzavo durante la pausa tra quinta e sesta stagione (se non altro perché la natura distruttiva/oscura di FarLocke sembra ormai palese), ma faccio fatica anche a vederlo come personaggio positivo, con la sua tendenza a manipolare le persone e a tenerle all’oscuro di informazioni importanti. Mi rendo conto che tutto ciò è molto mistico da parte sua, ma non stupiamoci se al Ben di turno poi girano i coglioni.

lol

Jin: "La vita mi umilia."

Ho lasciato per ultima la storyline secondaria, ma parecchio gustosa, che riguarda Jin ospite/prigioniero di Claire ormai totalmente impazzita e trasformata nella versione “Misery non deve morire” della Rousseau. Sono l’unica che, di fronte all’inquietantissima culla col pupazzo di ossa e stracci, ha pensato a Rosemary’s Baby? Soprattutto il velo nerastro mi ha fatto drizzare le antenne – trattandosi di un film che parla di possessioni demoniache, ma giocando per la maggior parte del tempo sulla possibilità che tutto stia avvenendo nella mente della protagonista, si ricollega al dilemma della nuova Claire: è davvero infettata da Smokey o è semplicemente uscita di senno?

Tra l’altro, trovo interessante il tono ovvio con cui Claire distingue FarLocke dal Locke reale: solo Sawyer l’aveva riconosciuto con tanta naturalezza. Significa che anche lui, se non proprio infetto, è stato reclutato dal lato oscuro della Forza, che lo voglia o no, o perlomeno è compatibile con esso? In questa logica, vale la pena di ricordare che un personaggio men che immacolato come Ben, invece, è stato bellamente ingannato da FarLocke. Non so se questo possa dipendere dal fatto che, avendo girato la ruota e quindi estromettendosi dall’isola, Ben probabilmente è del tutto fuori dai giochi e non può essere un candidato, per nessuno. Sarà lui l’outsider in grado di cambiare le carte in tavola? Nello scorso episodio teorizzavo si sarebbe trattato di Kate, assente tra i nomi scritti nella caverna, ma a quanto pare il suo nome riappare al numero 51 nel faro di Jacob, e senza cancellature. Questo mi porta a pensare che, in realtà, la caverna sia opera di Smokey, che ha seguito da lontano la ricerca di Jacob, ma è sempre un passo indietro e quindi non ha tutte le informazioni; oppure, semplicemente, ha tenuto il nome di Kate nascosto per poter manipolare Sawyer. Ma propenderei per la prima soluzione: ci sarà un motivo, se la famosa sequenza dei numeri si ferma a 42. Se Jacob tiene Kate in gioco, lo fa per motivi probabilmente disconnessi da quelli degli altri candidati.

3 thoughts on “Il guardiano del faro: Lost 6×05

  1. Ti ho trovato per caso e adoro le tue rece. Sull’argomento Claire ti invito a notare non solo che la bambola/figlio è omaggio a Rosemary’s baby ma il modo in cui muore il ragazzo di colore è lo stesso del salvatore di colore di Shining. Claire, quindi, è un omaggio al cinema horror. Ne vedremo tante altre di citazioni mi sa!

    PS: Non hai detto niente sulla spiegazione, sconvolgente da fan, dei numeri dell’equazione Valenzetti?

    • Benvenuto/a! Hai ragione, con Claire si stanno sbizzarrendo con le citazioni horror, e se hai visto anche la 6×06 ne abbiamo avuto ulteriore conferma…

      Dei numeri avevo parlato nella recensione alla 6×04, ma penso – spero – che la storia dell’equazione di Valenzetti non sia finita qui. In primo luogo perché tutto quello che ne sapevamo (incluso il nome) veniva da informazioni “collaterali” come quelle date dalla Lost Experience e non dal telefilm stesso… e poi perché la spiegazione che abbiamo avuto finora riguarda più che altro l’aspetto mistico/umanista del telefilm, mentre abbiamo visto che i numeri hanno anche una valenza scientifica, in grado di regolare l’elettromagnetismo dell’isola. Come collimano le due cose? Non dico che sia in cima ai miei interrogativi, però mi piacerebbe saperlo. Così come mi piacerebbe sapere come e perché la Dharma ha scoperto l’isola e le sue proprietà – abbiamo passato metà della quinta stagione a vedere come si viveva nel loro villaggio ed è stato interessante, ma riguardo gli scopi e l’origine dell’organizzazione ne sappiamo poco più di quanto sapessimo dopo Orientation nella S2.

  2. Pingback: L’uomo in più: Lost 6×07 « Conversation pieces

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