Mio fratello è figlio unico: Lost 6×15

Paura, eh?, che finisca davvero con la magic turtle!

Lo so, lo so: ho latitato. Prima era il desiderio di rilassarmi e godermi lo show (ri)cominciato con Happily Ever After, in una sequela di altalene emotive culminate con The Candidate, un episodio che ci ha ricordato a più riprese la bellissima e straziante parte finale di Through the Looking Glass (anche se a questo punto credo che quell’episodio, preso singolarmente, resterà impareggiabile).

E poi, Across the sea. Mi rendo conto che chi leggerà questo post probabilmente avrà già visto l’episodio successivo, ma abbiate pietà, questo l’ho pure visto in ritardo e durante la settimana della consegna. Non ho proprio avuto tempo.

"Ammetto di essere perplesso"

Ha ragione TFM: la verità è che abbiamo paura. abbiamo paura che il finale di lost non sia all’altezza delle enormi aspettative che vi abbiamo risposto. In un certo senso mi aspettavo che Across the sea sarebbe stato deludente, almeno un pochino. Troppo forte l’emozione provocata dalla puntata precedente, troppo palese che, con una puntata a lungo anticipata come “lo spiegone che stavate aspettando”, molti sarebbero rimasti con l’amaro in bocca. Perché è una regola di base di tutti i giochi di prestigio: una volta svelato il trucco, muore la magia.

Io è da un pezzo che non chiedo più spiegazioni a Lost. Quello che voglio è una conclusione, che è diverso: voglio che i personaggi che ho amato e seguito fin da quel fatidico episodio pilota del 2004 arrivino dal punto A al punto B. E pazienza se molte delle stranezze in cui si sono imbattuti rimarranno senza risposta: non tutte erano pistole di Cecov, molte erano la mano destra del prestigiatore che nasconde quello che fa la sinistra. Specchietti per le allodole insomma, o red herring se preferite.

Certo: è anche inutile negare che, se Lost è una strada che va dal punto A al punto B, per quanto tortuosa, è anche piena di rotatorie inutili, o di viadotti d’alta quota che si interrompono nel vuoto a mo’ di Dellamorte Dellamore. Allora cos’è questo controverso Across the sea? Una deviazione che ci mostra una porzione di panorama finora nascosta o un vicolo cieco da cui è impossibile uscire? E’ difficile dirlo, e credo che solo gli ultimi due episodi – che tra una settimana saranno belli che finiti, non so se ci rendiamo conto – riusciranno a mettere Across the sea nella giusta prospettiva. Dire “basta, mollo Lost” oppure “Lost non può più sbagliare perché adesso tutto ha un senso” mi sembra prematuro: il Lost che stiamo davvero vedendo è quello di Jack, Hurley, Sawyer, Kate e i pochi altri rimasti ancora in gioco. E’ quella la storia che deve finire; tutto ciò che è venuto prima, direbbe qualcuno, è solo progresso.

Stavate parlando di me?

Cominciamo dai punti dolenti: la scrittura. Premetto che mi rendo benissimo conto che l’intento di questo episodio era quello di costruire – e allo stesso dempo demistificare – un mito fondante che fosse una sintesi di svariate leggende della tradizione occidentale: da Romolo e Remo passando per il figliol prodigo e, ovviamente, Giacobbe e Esaù. Più tanti altri che quelli più versati di me in lettere antiche ed esegesi biblica avranno sicuramente individuato.  Per fare questo, gli autori hanno utilizzato lo stesso metodo di Ab aeterno, da questo punto di vista più riuscito: così come la storia di Ricardo e Isabella era raccontata con i toni del romanzone ottocentesco se non proprio della telenovela, Across the sea assume i toni distanti e – perché no – semplicistici della mitologia antica. Di per sé è una scelta legittima, se non fosse che questa stagione ha già sofferto molto di una scrittura che, per la prima volta, è sembrata rivolta a spettatori che non sanno leggere bene. Almeno rispetto allo stile “fluidamente complicato” che aveva caratterizzato le precedenti cinque stagioni. Così abbiamo Lapidus che usa le sue poche battute per ribadire l’ovvio, Jin e Sun che una volta ritrovatisi parlano in inglese tra di loro (un’incongruenza che, nella tensione emotiva di The Candidate, suonava come unghie sulla lavagna), FarLocke che palesemente dà a Jack lo zaino con l’esplosivo…

Non capisci... devo smarmellare tutto, perché se la fotografia è più bella di quella della pubblicità poi la gente cambia canale!

Arrivando in coda a questi momenti da “Lost for dummies”, Across the sea, con i suoi dialoghi semplici recitati da gente semplice eppure così tecnologicamente avanzata da costruire la donkey wheel, sembra il passo fatale verso l’ “apri tutto, Biascica”. E, per quanto capissi il senso di reintrodurre i Nostri con il flashback su Adamo ed Eva, ancora una volta sembrava che l’intento fosse “se non vi ricordate cos’erano quegli scheletri, ecco qui il bignamino” (ma more on that later). Sì, i Darlton hanno negato che fosse quello lo scopo, ma… C’è una cosa che voglio dire agli utori di Lost, e lo faccio col cuore in mano: quelli che avevano bisogno del bignamino, quelli che si stancavano di leggere i sottotitoli durante le puntate di Jin e Sun… Lost non lo guardano più da un pezzo. Siamo rimasti solo noi drogati allo stadio terminale. Se deve finire, che non sia con del blando metadone, ma con un’overdose di tutto ciò che Lost ci ha dato per cinque anni, non la sua versione semplificata e scritta in grande. Capisc’? *gesticola come un mafioso italoamericano*

A uno la grotta, all'altro il faro... mamma, poi non stupirti se veniamo su come dei casi clinici freudiani

Ahem. Mi sono sfogata. E come ho detto, questo episodio secondo me non è un capolavoro ma non è nemmeno tutto da buttare. I suoi problemi sono stati di forma più che di sostanza, anche se il discorso sulla “luce che c’è in ogni uomo” lì per lì mi ha fatto guardare nervosamente verso la porta (e gli effetti speciali, che non sono mai stati il forte di Lost, non hanno aiutato). Ma, ripensando all’espisodio nel suo complesso, capiamo che Madre non è un personaggio mitico e semidivino così come non lo sono Jacob e il suo fratello ancora senza nome. E quindi spiegano e si spiegano l’isola con gli strumenti che hanno a disposizione, così come in Ab aeterno Richard lo faceva riconducendo tutto al cattolicesimo come poteva intenderlo un bracciante del diciannovesimo secolo.  Quindi sì: anche se brutto, il discorso sulla luce ci sta. Quello che più mi è piaciuto è stato in realtà il dramma minimo – eppure universale – che si consuma nel nucleo familiare Madre-Jacob-MiB, che potrebbe essere tranquillamente il template su cui ricostruire tutti i flashback dei Losties passati e presenti, i loro problemi di figli e genitori, i loro rancori mai sopiti.

Chi esce davvero vincitore morale da questa storia è il MiB, che come una specie di Ulisse (che in fondo si era fatto chiamare Nessuno) è animato dal desiderio di scoperta e al tempo stesso da un’inesorabile nostalgia di casa; e proprio quello che desidera vivere nel mondo finisce per odiarlo, mentre Jacob, l’osservatore (non a caso padrone del faro, mentre MiB/Farlocke possiede una caverna, scava pozzi, insomma è dentro alle cose), riesce a vedere del buono nelle persone. Machiavelli diceva che occorre scendere a valle per vedere chiaramente il monte, e salire sul monte per vedere la valle: ancora una volta in Lost due personaggi diventano attori di un dialogo filosofico che rifiuta una risposta univoca.

;_;Una delle critiche che ho letto più spesso, è che questo episodio sarebbe mal posizionato, perché viene dopo la definitiva prova della malvagità di Farlocke data in The Candidate. Mentre posso essere d’accordo in termini di ritmo (e molte delle rivelazioni sarebbero potute tranquillamente arrivare prima senza guastare l’hype per il finale), credo fosse importante mostrare le motivazioni di MiB – e di Jacob – in maniera inequivocabile. Lost non ragiona per “eroi” e “villain”: uno dei suoi maggiori pregi è sempre stato quello di saper allargare l’inquadratura e mostrare i lati più nascosti, nel bene e nel male, dei propri personaggi. Presentare MiB/Farlocke/Smokey come un’entità monolitcamente cattiva (e bugiarda: mea culpa che non gli avevo creduto, ma la madre pazza allora l’aveva davvero!) sarebbe stata una contraddizione in termini. Ovviamente, rimane l’uomo da battere per il bene dei nostri Losties e forse dell’umanità intera, ma ciò non ci impedisce di provare un minimo di empatia per lui. E lo stesso Jacob, più che come una specie di Buddha onnisciente, risulta essere nient’altro che un uomo… con dei poteri speciali, è vero, ma pur sempre un essere imperfetto e sottoposto a cambiamenti (la sua versione passata, di fatto, è molto più impulsiva e violenta di quella che abbiamo conosciuto nel “presente”).

E ora, un po’ di considerazioni/teorie sparse:

  • i “mommy issues” tirati in ballo da Farlocke parlando con Kate in Recon sono una dura realtà. E secondo me – anche se non escludo che l’australiana potrebbe avere qualche altra utilità per lui – sono anche alla base del’atteggiamento singolarmente protettivo che ha nei confronti di Claire. Lei, in fondo, riunisce in sé le caratteristiche della vera madre dei gemelli e la pazzia paranoica della matrigna. Può anche essere una traccia, come ha accennato Terry O’ Quinn, della personalità di Locke in Smokey (e aggiungerei allora che ci potrebbe essere anche Christian di mezzo).

Che lovvi! E il bello è che lo dico senza ironia.

  • parlando di Smokey, non so davvero decidere se si tratti di un’entità a sé stante che possiede, o meglio duplica, degli “ospiti” morti (a mo’ di ultracorpo, insomma) o se sia il risultato della contaminazione con la luce, e quindi derivi *direttamente* dal MiB, di cui ha conservato aspetto e personalità per secoli. Quello che mi fa propendere per la seconda ipotesi è la devastazione del villaggio di Age of Empires da parte di Madre: sembra proprio un lavoro da fumo nero… e lei sembra parlare per esperienza diretta di ciò che succede entrando nella caverna della luce. Se aggiungiamo che il fumo è stato definito in passato come “cerbero” e come “sistema di sicurezza dell’isola”, non escluderei che Smokey e il protettore dell’isola possano essere una cosa sola. Anzi, forse la storia parte da Jacob e MiB proprio perché per la prima volta questo ruolo si divide in due.
  • COROLLARIO: Madre sarebbe entrata nella fonte di sua volontà e ancora viva, probabilmente mossa da curiosità, e quindi ne sarebbe uscita trasformata in Smokey ma al tempo stesso conservando il proprio corpo e senza intaccare la purezza della “fonte”. MiB viene gettato nella grotta contro la sua volontà, a faccia in giù nell’acqua: probabilmente la sua morte non è stata causata dalla trasformazione in Smokey, ma al contrario ha “corrotto” il processo, diminuendo il potere della luce. Volendo, si può prendere come una prova delle azioni umane che influenzano il corso predefinito degli eventi.
  • Perché io valgo

    Visto che tra un po’ non ci sarà più tempo per elaborare teorie astruse, io la butto lì: quando ho visto la preview di questo episodio in cui appariva Madre, ho subito pensato “ma è Kate invecchiata”? Ora, sicuramente non andrà così (ma se ci azzecco lo rinfaccerò a tutti, sappiatelo), ma: e se Kate, in quanto wildcard che c’è in una lista sì e una no, alla fine si sacrificasse (non chiedetemi come) accettando, non so, di girare la ruota un’ultima volta per “chiudersi dentro” al loop che genererà Jacob e MiB, permettendo agli altri di uscirne? Mi rendo conto che è un’ipotesi strampalata e convoluta… infatti direi che è perfetta per Lost😀

  • COROLLARIO: questo giustificherebbe anche la scena di Adamo ed Eva, che diciamolo, nel contesto di Across the sea era convincente e anche un po’ commovente, ma se mi vengono a dire che quella era la prova che quel dettaglio era stato pianificato fin dall’inizio… andate avanti voi che mi vien da ridere.

E sono riuscita ad arrivare fino alla fine senza fare neanche un commento su quanto mi fa sangue Titus Welliver.

Ops.

3 thoughts on “Mio fratello è figlio unico: Lost 6×15

  1. bobooooh! arrivo tardi alla fine di Lost anche io (non so ancora se mi sia piaciuta o meno, devo ripensarci. Ma ho pianto un sacco e come una cretina, sarà che c’ho la “luna”, eh!XDDD), quindi sto leggendo i tuoi post di commento, e mi fa un pò rabbia che certe tue intuizioni geniali non siano state usate dagli sceneggiatori, oh!
    aaah, e su Titus Welliver… a me, in un paio di inquadrature, faceva pensare anche a Till Lindemann!XD (quando era lì sotto terra a lavorare, sporco e polveroso, e scosta la pietra dal muro facendo venir fuori la misteriosa e divina luce, non ci sarebbe stata bene Sonne in sottofondo?XD Ok, la pianto.)

    • Eh eh… il fascino dell’uomo moro con gli occhi chiari con me funziona sempre!

      Ormai scriverò del finale di Lost in concomitanza della trasmissione su rai 2, visto che abbiamo fatto trenta facciamo anche trentuno… Anch’io l’ho trovato più soddisfacente dal punto di vista emotivo (davvero, I PIANTI) che da quello formale; è anche vero che Lost, più di altri telefilm (e un po’ come Harry Potter XD) genera una sindrome da “siamo tutti CT” ed è facile, a posteriori, vedere dove si potrebbero aggiustare le cose… Ma è anche vero che noi spettatori non dobbiamo avere a che fare con le ingerenze dei network, l’auditel, gli attori che se ne vanno, eccetera. Certo questo non giustifica alcune sciatterie di questa ultima stagione (appunto, Jin e Sun che si parlano in inglese… ma daaaai) che lasciano un po’ l’amaro in bocca, visto il livello mediamente tenuto da quelle precedenti – almeno fino a metà della quinta.

      • Io lo stavo seguendo su Raid 2, ma poi mi son resa conto che mi sarei persa qualcuno dei prossimi lunedì, allora mi son fatta coraggio, e l’ho guardato in streaming.
        Concordo con le logistiche difficoltà di autori e produzione e che è ben più facile criticare comodamente seduti a casa propria, ed a cose fatte, ma un pò mi fa rosicare che una serie TV che ho amato tantissimo nel suo complesso, e che più di una volta è riuscita a trarmi in inganno e mi ha lasciato a bocca aperta con un sonoro “WTF?!” sulle labbra, alla fine abbia avuto una conclusione del genere… Non dico brutta, ma inappropiata, ecco. E un pò tirata per i capelli, a parere mio.
        Fra le varie sciatterie enumererei gli incontri fra Sawyer e Juliet e fra Sayid e Shannon (me l’ero un pò dimenticata Shannon, vabbè!XDD) “nell’altro mondo”, che si sono risolti così alla spicciolata. Come dire… Avrei voluto piangere di più vedendoli, eh!
        Attendo il tuo commentone finale. Nel mentre rivedrò l’ending e cercherò di farmi un’idea più precisa, yeah.

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