Una ragione per vivere e una per morire: Lost 6×16

Tristezza a palate ;_;

Tristezza a palate ;_;

Incredibilmente, mi trovo a postare in tempo più o meno utile… E’ inutile girarci intorno: la fine è dietro l’angolo e bisogna assaporare fino all’ultimo i piaceri che Lost ci ha saputo dare – tra i quali c’è sicuramente quello di sproloquiare a vanvera sul significato recondito dell’isola, sulla vita sentimentale di Kate e sull’ubicazione del cane Vincent.

Passiamo subito al sodo: What they died for riesce singolarmente a riunire le caratteristiche del tipico episodio di transizione, spostando di qua e di là i pezzi sulla scacchiera (cosa evidente soprattutto con le astute manovre di Desmond nel sideways, che passa dal giocare al ruolo di Cupido a fare scherzi telefonici di dubbio gusto a Jack), a quelle già proprie di un finale. Chi si aspettava di vedere già questo mercoledì mattina Jacob passare il testimone a Jack? Molti hanno visto questa tempistica come il segnale che Jack, come previsto da demotivational!Christian, alla fine non avrà “la stoffa” per custodire l’isola e scopriremo il vero guardiano, quello definitivo, nel finale (magari Hurley, che dice “sono contento di non essere io”, o Kate, l’eterna esclusa). Io resto della mia idea che la soluzione finale sarà una rottura del cerchio, coerentemente coi numerosi richiami al buddismo (che vede nella fine del ciclo delle reincarnazioni la possibilità di raggiungere il Nirvana) e, più prosaicamente, col leit motiv delle storie personali dei losties.  Fin dall’inizio abbiamo seguito personaggi intrappolati in una coazione a ripetere sempre gli stessi errori: ma it only ends once, all the rest is just progress. Vedremo.

Parlando di coazione a ripetere, il pubblico si è spaccato sul ritorno di “Ben 1.0”: l’ex capo degli Others, gradualmente umanizzato fin da The man behind the curtain e apparentemente redento in Dr. Linus pare essere tornato ad essere il personaggio machiavellico e privo di scrupoli che conoscevamo, uno che mente con la facilità con cui respira. Io sono dell’idea che la sua sia – in parte – una finta. Dico “in parte” perché secondo me il suo rancore per Widmore non si era mai sopito, e anche se a quanto pare non avremo altri dettagli sulle origini della loro faida, mi ha fatto piacere vederne, se non altro, la conclusione (ricordate come alla fine della quarta stagione sembrava fossero le loro, le due fazioni in guerra? Ha!). L’unico lato negativo è il potenziale irrisolto di Widmore: l’uomo in grado di comprare un intero aereo pieno di cadaveri e di mandare una nave piena di mercenari sull’isola muore in maniera banale, con una redenzione tardiva che contraddice la regola dello show, don’t tell. Se non altro ha portato con sé l’inutile Zoe.

Ti ho mai detto che qui una volta era tutta campagna?

Tuttavia mi risulta difficile credere che Ben sia diventato lo schiavetto di FarLocke. Questo è il secondo episodio in cui Ben (nel sideways) viene associato a Napoleone: segno che, comunque vada, quello di gregario è un ruolo che gli va stretto. E sempre nel sideways, non ci sono dubbi che quel Ben – cresciuto, in maniera più o meno normale, lontano dall’isola – sia una brava persona. Ben – come, tutto sommato, Jack, Locke e Desmond – desidera l’approvazione: del padre (o del suo surrogato), della comunità. Michael Emerson fa un lavoro straordinario in questo episodio: non sembra nemmeno la stessa persona quando uccide a sangue freddo Widmore e quando, nel sideways, si commuove guardando Alex che studia. Un suggerimento sottile sul concetto di “nature versus nurture”: la natura umana contro l’influenza esterna. Credo che FarLocke si stia facendo gabbare da Ben perché Ben gli sta confermando ciò che ha sempre pensato degli uomini: che siano avidi, manipolatori, e bugiardi. Ma Ben, abbiamo visto, è anche un tantino rancoroso (come il MiB stesso, d’altro canto).  Se accetta di giocare nella sua squadra, non è perché ha riconosciuto in FarLocke il maschio alfa della situazione: è per fargliela pagare non appena capirà come. FarLocke/MiB, ancora più di Jacob, è quello che ha manipolato Ben (“Credevo di essere io ad evocare il fumo nero e invece era lui che chiamava me”). Per non parlare del fatto che vuole distruggere l’isola. Due cose che Ben non può lasciar correre. Trovo anche interessante che FarLocke, che a parole è il personaggio con la visione più cinica della natura umana, alla prova dei fatti sembri quello che con l’umanità ha una connessione più viscerale: dall’entusiasmo mostrato per l’ingegno dei suoi compaesani in Across the sea all’affermazione di preferire le sembianze di Locke a quelle del mostro di fumo perché “mi ricorda che anch’io, un tempo, ero stato umano”.

Oh Jacob, passa 'sta canna

Tornando al gruppo di Losties principale, ho trovato paradossalmente soddisfacente la spiegazione molto terra-terra di Jacob: “ho fatto una cazzata, bisogna rimediare, mi serve qualcuno che mi aiuti a farlo. Alzi la mano chi ci sta”. Com’era prevedibile Across the sea acquista già più senso alla luce di What they died for: tutto è ricondotto ad una dimensione umana, minimale, in cui quelli che consideravamo semidei (Jacob, MiB, ma anche Richard) non sono altro che uomini che procedono per tentativi. Le stesse liste non sono nulla di mistico, solo promemoria su un foglio di carta, linee di gesso su una caverna. Jack, Kate, Sawyer e Hurley vanno verso lo scontro finale con un misto di sconforto e determinazione, realisticamente (per la prima volta?) stremati dalle assurde vicende dell’isola.  C’è, nel corso dell’episodio, quell’atmosfera rarefatta di quiete prima della tempesta che aveva caratterizzato i primi minuti di LAX, richiamato nel dettaglio inquietante della ferita fantasma sul collo di sideways!Jack. La consapevolezza di essere vicini alla fine del viaggio è passata dagli spettatori ai personaggi, da cui questo episodio ricco di eventi eppure portato avanti in chiave minore, a bassa voce. Lo stesso passaggio del testimone tra Jacob e Jack è di una semplicità sconcertante, e implica che il rituale sia tutto sommato superfluo: è l’accettazione incondizionata da parte di Jack che fa la differenza. Era suo il primo occhio ad aprirsi nell’episodio pilota, è lui quello che, dopo un percorso tortuoso, riceve l’illuminazione.

Ma non è l’unico. Nel sideways l’illuminato è Desmond, che per certi versi sembra aver assunto il ruolo di consigliere/manovratore che Mrs. Hawkins aveva avuto per lui nell’universo originale – anche se il fascinoso scozzese affronta quasi sempre il suo compito emanando un’aura benevola e amichevole. “Quasi” perché ovviamente nel frattempo investe Locke e picchia Ben, eppure la bontà dei suoi intenti è provata dal fatto che nessuno dei due gli serba rancore, uscendo anche loro dall’incontro-scontro con Desmond con una consapevolezza in più.

Ho spesso detto che FarLocke/MiB è stata una delle invenzioni più felici di questa stagione (e retrospettivamente della quinta): eppure proprio lui mi ha fatto apprezzare il Locke vero, da sempre uno dei personaggi simbolo di Lost ma cui mi sembrava di non essermi mai affezionata a livello emotivo. Sbagliavo: rivedendo il vecchio Locke tornare gradualmente a galla nella sua versione del sideways mi sono resa conto di quanto mi fosse mancato, e non posso fare a meno di fare il tifo per lui, qualunque cosa voglia dire, visto che è morto nell’universo originale e il sideways sembra essere subordinato a quest’ultimo. Almeno in apparenza, è la storyline principale a influenzare il sideways e non viceversa. E allora perché Desmond – e con lui Hurley, l’altro che sembra avere avuto una comprensione totale di cosa sta succedendo – è così serenamente determinato a risvegliare nei sideways!Losties la memoria dell’isola? Nello scorso episodio abbiamo visto che c’è davvero una luce in fondo al tunnel: è questa consapevolezza a dipingere sul volto di Desmond un sorriso da Buddha?

Oh, la roba di Jacob era proprio buona

Entro lunedì lo sapremo (così come sapremo che l’ex moglie di Jack è per forza Juliet, via! Ditemi che almeno nel sideways hanno copulato, eccheccazzo). E comunque vada, quando Lost sarà finito ci sentiremo un po’ persi.

2 thoughts on “Una ragione per vivere e una per morire: Lost 6×16

  1. Cavoli, non avevo mai pensato che nel sideways l’ex moglie di Jack potrebbe essere Juliet… ci sta! Ci sta proprio alla grande!

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