Il sugo di Pavlov

Interrompo il tour de force per completare il triliardo di tavole arretrate per fornirvi una ricetta fatta oggi a occhio, come reazione alla botta di freddo che si è abbattuta sull’ItaGlia. Tale reazione si traduce in “come condire la pasta concentrando più calorie nel minor spazio possibile usando quello che ho già in frigo?”

E’ tutto molto semplice. Attenzione che Pavlov aveva ragione e ciò che state per leggere potrebbe avere effetti collaterali. Un po’ come se adesso dicessi

PIZZA!

e vi sfido a non pensare alla pizza, e quanto è buona la pizza, e ve ne ordinereste una subito, vero? Si può fare anche di meglio, eh! Basta chiedere!

Dunque, ciò che vi serve sono:

– radicchio di Treviso
– cipolla
– la salsiccia avanzata dalla grigliata dell’altro giorno (che penso sia sostituibile con qualsiasi altra cosa maialosa, ma la salsiccia col radicchio, ah, è la morte sua)
– mascarpone (o panna, ma è meglio mascarpone che è meno pesante)

Soffriggete la cipolla con la salsiccia fatta a pezzettini. In teoria si potrebbe fare appassire anche il radicchio insieme a loro, in pratica il mio consiglio è: bollitevelo a parte in poca acqua (senza sale), così si smolla bene bene e poi diventa tutta una cremina che asdfghjkl;

Comunque. Aggiungete il radicchio sminuzzato e bollito al soffritto e fatelo andare ancora perché consumi un po’ l’acqua che il radicchio si è portato dietro. Dopodiché ci buttate dentro mezza confezione di mascarpone.

Il mascarpone si scioglie a fuoco lento mentre cuoce la pasta. Il radicchio si spappola in un abbraccio erotico e colesterolico con gli altri ingredienti (per chi non avesse familiarità con il rosso ortaggio invernale, da cotto il radicchio perde il retrogusto amaro). Quando è tutto pronto, spolverate abbondantemente di grana, cioè, andateci proprio giù duri. Ricordate che l’accostamento radicchio-salsiccia-grana è riciclabilissimo in qualsiasi veste, dal risotto al ripieno per le crepes.

Servite e mangiatene tutti.

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