“Sai che d’inverno si vive bene come di primavera?”

I <3 Berlin

Io non ho girato poi molto, almeno rispetto a certi miei amici, e sono anche facile da accontentare: sono sempre tornata soddisfatta dai miei sparuti viaggi all’estero. Sarà un meccanismo riflesso perché tendono a starmi sui coglioni quelli che tornano dalle vacanze solo per lamentarsene (e in genere si lamentano del cibo). Comunque sì: non mi viene in mente un posto che ho visitato che mi sia dispiaciuto al 100% finora.

Fatta questa doverosa premessa, io credo di amare visceralmente Berlino, di un amore irrazionale basato solo su due brevi soggiorni a distanza di otto anni l’uno dall’altro, e che mi fa vedere con lenti rosa a forma di cuore anche le file di casermoni squadrati stile DDR. Sono tornata sul suolo patrio solo da poche ore e già mi struggo di nostalgia, nonostante la temperatura costantemente sotto lo zero e i lastroni di ghiaccio sui marciapiedi. I quali, secondo me, hanno fatto strage di femori di nonnini – ma anche la felicità dei bambini, che si facevano trascinare dai genitori sullo slittino di legno tipo Heidi.

E comunque, come si fa a non voler almeno un po’ di bene ad una città dove il primo flyer di discoteca che vedi raffigura David Bowie?

(Arriverà, arriverà anche l’ultima puntata della superclassifica. Portate pazienza, alla fine la grafomania vince e credo che la mia top 2 si beccherà un articoletto un po’ più corposo.)

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Guilty pleasure #1: Sauerkraut romcom

Di guilty pleasures ne ho parecchi, e tra questi figurano certamente le serie e i film tv tedeschi a sfondo adolescenziale e/o romantico.  Ho religiosamente seguito sia Lolle sia Kebab for breakfast, e in questo momento sto vedendo un film per la tv dove la protagonista è una ragazzina secchiona che si innamora del belloccio della classe, a cui dà ripetizioni di chimica. La cosa carina è che lui ricambia e si mettono insieme quasi subito: il conflitto è dato tutto da parenti e amici che, più o meno in buona fede, tentano di sabotare il loro rapporto (c’è anche la migliore amica che in realtà è innamorata della protagonista).  Comunque, non posso fare a meno di pensare che se una storia simile fosse stata prodotta oltreoceano sarebbe stata condita da pippe mentali à la Dawson e la scena in cui lui si stona col bong del “suocero” sarebbe stata motivo di dramma invece che un intermezzo comico.

In generale, tendo a rimanere sempre favorevolmente colpita dalle romcom adolescenziali tedesche perché mantengono un livello di angst minimo: non è difficile vedere teenager che bevono (gasp!) senza che questo sia l’anticamera dell’alcolismo, si baciano con la lingua, fanno sesso (doppio gasp!) e nessuno si comporta come se dovesse scoppiare la terza guerra mondiale da un momento all’altro. Certo, c’è l’occasionale genitore preoccupato (nemmeno in Germania, evidentemente, pensare a tua figlia sedicenne che fa sesso è il massimo della vita per una mamma), ma sono elementi della trama che si esauriscono in un attimo. E’ vero che sono prodotti così leggeri che potrebbero volare via da un momento all’altro, ma questa totale assenza di segoni mentali me li rende inevitabilmente simpatici.

(e poi sì, c’è sempre il fattore “erba del vicino”: non riesco a pensare ad una controparte italiana decente, temo che, come con Boris e Romanzo Criminale, dovrebbe pensarci Sky)