Eden Lake (James Watkins, 2008)

L'orrore... l'orrore...

 

Si sente ancora il bisogno di un’ennesima variazione sul tema “giovani sprovveduti vanno a farsi un weekend bucolico e lì le cose SI FANNO BRUTTE”? Apparentemente sì, se in mezzo ci sono gradite sorprese come questo Eden Lake. Potrebbe sembrare un remake britannico di Un tranquillo weekend di paura – dove al posto della vallata che sta per essere cancellata da una diga c’è un pezzo di campagna diventato terreno edificabile, e in luogo degli hillbilly suonatori di banjo ci sono ragazzini dediti al bullismo tutti “oi, mate” – ma Eden Lake vive di vita propria, riflettendo su un problema di scottante attualità nel Regno Unito, cioè l’emergenza sociale, spesso cavalcata dai media reazionari, di una gioventù lasciata crescere allo sbando e che trova la sua espressione nella sottocultura chav. Continua a leggere

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Bram Stoker’s Dracula: un film decadentista

Bram Stoker’s Dracula di Francis Ford Coppola è uno di quei titoli che non mi viene mai in mente di citare quando mi chiedono di elencare i miei film preferiti ma che, com’è come non è, so praticamente a memoria. E’ anche un film abbastanza vecchio da far sì che la mia percezione di esso sia cambiata col tempo, in un certo senso crescendo insieme a me.

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A Serbian film (Srdjan Spasojevic, 2010)

Ho accumulato un po’ di cose da guardare (Centurion, Bronson, Adam’s Apples, il pilot di Boardwalk Empire, giusto per fare dei nomi) e post da scrivere (tipo finire la recensione della terza stagione di True Blood – e tra poco ci sarà da fare quella della quarta di Mad Men).  E invece cosa ho fatto? Mi sono addentrata nei sordidi meandri di megavideo e mi sono vista A Serbian film. Sarà che venivo da una giornata in preda a un’emicrania cattiva e allucinogena e sapevo che ormai potevo accettare di tutto. Sarà colpa di quei simpatici fan del boia di Srebrenica che hanno fatto il disastro a Genova l’altra sera – e tra l’altro nel film c’è pure un personaggio (l’autista) che assomiglia proprio a Ivan Bogdanov.

Dopo averlo visto, mi sono trovata di fronte a tre linee di pensiero divergenti che coesistevano nella mia mente.

1) E’ una cazzata fatta per scioccare e poco altro, ah ah, non mi hai mica fregato, Spasojevic!

2) Per favore, qualcuno mi lavi il cervello con la candeggina, CHE BRUTTO BRUTTO MONDO C’E’ LA’ FUORI

3) Com’è che dalla Serbia escono delle gnocche siderali tipo la moglie del protagonista che sembra la sorella figa di Nina Senicar, e gli uomini, beh, no?

Seguono spoiler – moderati, ma pur sempre spoiler. Io vi ho avvisati. Continua a leggere

Lake Mungo (Joel Anderson, 2008)

lake mungo

Che bella famigliola, e che bella casetta infestata

(Una recensioncina senza spoiler di rilevanza)

Pochi giorni fa, mi sono accidentalmente spoilerata il finale di Paranormal Activity, che non ero comunque sicura di voler andare a vedere: questa storia del filmato finto-vero comincia un po’ ad essere abusata, ed aleggiava un vago aroma di sòla intorno all’operazione. Ciò non toglie che probabilmente gli darò un’occhiata, ma non subito.

paura eh

paura eh?

In compenso, a stretto giro di boa ho visto Lake Mungo, incuriosita dalla recensione dei 400 Calci. Lake Mungo è apparentemente simile a Paranormal Activity, dato che fa largo uso di telecamere finto amatoriali, filmati e foto finto-d’archivio, e tutto il cucuzzaro necessario a costruire un mockumentary. D’altra parte, si prefigge degli scopi diversi. Più che spaventare lo spettatore (anche se oh, sarà che l’ho visto nella penombra della mia casa vuota, ma un po’ di inquietudine me l’ha data), Lake Mungo si diverte a mettere in dubbio la nostra capacità di vedere ciò che realmente le immagini rappresentano e non solo quello che ci si aspetta di trovarvi. Se dico che The Prestige è uno dei miei film preferiti, è abbastanza ovvio che questo lato di Lake Mungo mi abbia piacevolmente colpito. Continua a leggere