La mia vita con Murphy: Eat the kermesse

Normalmente mi importa poco del festival di Sanremo, diverse edizioni le ho proprio saltate a pié pari, anche perché a casa mia, storicamente, la musica italiana non è mai andata per la maggiore, almeno non quella che solitamente si esibisce all’Ariston.

Epperò siamo nel 2011, ci sono i socialcosi, e ci si diverte anche a fare i gruppi d’ascolto cazzeggioni che commentano/perculano in diretta quanto accade nella più nota, immarcescibile, orchestrale kermesse canora italiana (ammesso che in Italia si usi la parola “kermesse” per qualcosa che non sia Sanremo). E’ anche vero che con un gruppo d’ascolto cazzeggione adeguato si può anche stare a commentare la barba che cresce sulla faccia del nonno di Heidi.

Tuttavia, devo ringraziare (anche) Sanremo per avermi fornito uno di quegli aneddoti gustosi che mi rivendo ogni volta che ne ho l’occasione, ovvero “quella volta che presi 8 scrivendo un tema su Elio e le Storie Tese”.

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Tre opinioni non richieste

"In fondo chi se ne frega se perdo questo incontro, non mi frega niente neanche se mi spacca la testa. Perché l'unica cosa che voglio è resistere."

1) Ho approfittato del ciclo di repliche di Italia 1 per rivedere il primo Rocky un paio di settimane fa, l’avevo anche recensito sul sito di Film Tv ma poi, tentando di editare, il post si è cancellato (…). Lo ridico qui, in breve – il bello di Rocky è che è un film buono senza essere buonista, dove Rocky alla fine perde contro Apollo Creed ma non conta perché il match, in realtà, era quello contro se stesso. Dove Adriana non è la principessa del prom sognata dai protagonisti di tante altre storie di riscatto, ma è goffa e bruttina come lui, e la loro storia d’amore tra sfigati, senza fronzoli, è integrale al film invece delle solite trame romantiche appiccicate con lo sputo che siamo abituati a vedere. Poi, è vero, la saga ha preso una deriva più tamarra, smargiassa come gli anni ’80; ma questo primo capitolo è del ’76 ed è girato con due lire (i trivia di imdb al riguardo sono da leggere tutti), un film povero su gente povera, che stempera il sogno americano nella timidezza e nella paura che, in fondo, il treno per il successo sia già passato. Come si fa a non volergli bene?

(poi vabbè, la settimana prossima c’è quella tamarrata di Rocky IV, a cui si vuol bene per motivi praticamente opposti)

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