Guilty pleasure #2: X Factor

maionchiA dire il vero il lato “guilty” di X Factor è relativo: trattasi di programma abbastanza sdoganato e dal pubblico cui piace pensarsi più figo/colto di quello di Amici di Maria de Filippi.  D’altra parte, diciamoci la verità: quest’anno la qualità latita e aver perso la Ventura – una scimmia urlatrice che non sapeva un’acca di musica ma che in quanto a ritmi televisivi spaccava molti culi – per la ieratica Mori ha dato una discreta mazzata al programma, sempre più lungo ed impantanato in sterili polemiche. Quindi non è proprio sbagliato vergognarsi almeno un po’ di guardare X Factor Italia.

Ecco una rapida panoramica ad uso e consumo dello spettatore niubbo (a cui comunque consiglio i sempre validi commenti di Diego Cajelli, che da sceneggiatore di fumetti si è trasformato in opinion leader tra gli X Factoristi): Continua a leggere

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Guilty pleasure #1: Sauerkraut romcom

Di guilty pleasures ne ho parecchi, e tra questi figurano certamente le serie e i film tv tedeschi a sfondo adolescenziale e/o romantico.  Ho religiosamente seguito sia Lolle sia Kebab for breakfast, e in questo momento sto vedendo un film per la tv dove la protagonista è una ragazzina secchiona che si innamora del belloccio della classe, a cui dà ripetizioni di chimica. La cosa carina è che lui ricambia e si mettono insieme quasi subito: il conflitto è dato tutto da parenti e amici che, più o meno in buona fede, tentano di sabotare il loro rapporto (c’è anche la migliore amica che in realtà è innamorata della protagonista).  Comunque, non posso fare a meno di pensare che se una storia simile fosse stata prodotta oltreoceano sarebbe stata condita da pippe mentali à la Dawson e la scena in cui lui si stona col bong del “suocero” sarebbe stata motivo di dramma invece che un intermezzo comico.

In generale, tendo a rimanere sempre favorevolmente colpita dalle romcom adolescenziali tedesche perché mantengono un livello di angst minimo: non è difficile vedere teenager che bevono (gasp!) senza che questo sia l’anticamera dell’alcolismo, si baciano con la lingua, fanno sesso (doppio gasp!) e nessuno si comporta come se dovesse scoppiare la terza guerra mondiale da un momento all’altro. Certo, c’è l’occasionale genitore preoccupato (nemmeno in Germania, evidentemente, pensare a tua figlia sedicenne che fa sesso è il massimo della vita per una mamma), ma sono elementi della trama che si esauriscono in un attimo. E’ vero che sono prodotti così leggeri che potrebbero volare via da un momento all’altro, ma questa totale assenza di segoni mentali me li rende inevitabilmente simpatici.

(e poi sì, c’è sempre il fattore “erba del vicino”: non riesco a pensare ad una controparte italiana decente, temo che, come con Boris e Romanzo Criminale, dovrebbe pensarci Sky)