Double feature: Anders Thomas Jensen

va' che tenero gigione

Anders Thomas Jensen è, principalmente, uno sceneggiatore: possibile che tra i film a cui ha messo mano abbiate visto The Duchess con Keira Knightley, oppure Brothers con Jake Gyllenhaal e Tobey Maguire che è il remake del danese Brødre[1] da lui originariamente scritto, più una discreta lista di film prodotti nella sua terra natale dal Dogma in giù. Il nostro Anders, però, nel tempo libero fa anche il regista, e si dà il caso che, per una serie di fortuite coincidenze[2], lo scorso weekend abbia visto due su tre dei lungometraggi da lui diretti. Sono sicura che fremete dalla voglia di sapere come sono!

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Valhalla driving

Questo blog segue una regola non scritta: quando parlo di film, mi concentro soprattutto su quelli difficilmente reperibili, o che non hanno trovato distribuzione in Italia, o l’hanno trovata tardi, come nel caso di Fish Tank – a proposito, lo sapevate che Andrea Arnold ha in uscita una sua versione di Cime Tempestose? Il film sta girando per festival già da qualche tempo (è passato anche a Venezia), e la cosa più spassosa sono i commenti oltraggiati su imdb che lamentano i personaggi antipatici, la necrofilia e l’insistita violenza sugli animali… tutte cose che erano ben presenti già nel libro della Bronte. Il giorno in cui ci si renderà conto che Wuthering Heights non è un romanzo romantico (o meglio: lo è nel senso più letterale – e perturbante – del termine, un po’ come è romantica Heirate mich dei Rammstein) non sarà mai troppo presto.

Dicevo.  Visto anche che aggiorno con ritmi sintonizzati sulle ere geologiche, lascio l’onore e onere di recensire i film in sala a chi sa stare più sul pezzo di me; d’altra parte, se proprio volete sapere cosa sto guardando, ho un account su Miso anche per questo.  E però.  Si può avere un blog che parla di cinema, anche occasionalmente e un po’ a cazzo di cane come faccio io qui, e non scrivere almeno un paragrafo su Drive? Dell’ultimo film di Nicolas Winding Refn hanno già parlato tutti, è stato visto e amato da persone insospettabili, infamato da chi si aspettava un altro Transporter (ma esisterebbe, Drive, senza Transporter e GTA Vice City?) e invece si è trovato davanti un film per molti versi più vicino a Michael Mann e a David Lynch, anche se personalmente ci ho visto più il primo che il secondo. Drive ha una storia semplice e lineare, facile da seguire e capire se si presta la dovuta attenzione – e se si conosce almeno per sentito dire la favola della rana e dello scorpione.

Una cosa che invece non ho riscontrato spesso nelle varie recensioni, è stato il collegamento tra questo film e il suo immediato predecessore, quel Valhalla Rising che ha messo Refn sul mio radar e da subito nella “lista dei buoni”. E’ anche vero che Valhalla (i cui dvd e blu ray disc ho visto anche all’ipermercato, comunque, quindi non è poi così irreperibile) non ha avuto che le briciole del successo poi toccato a Drive; anzi, credo che non siano nemmeno riusciti ad andare in pareggio con i costi. Continua a leggere