The things I do for love (o anche: “guarda! Guarda cosa mi hai fatto fare!”)

Al contrario di quanto il titolo potrebbe suggerire, questo non è un post su A Song of Ice and Fire/Game of Thrones di George R.R. Martin, ma mi sembrava una citazione quantomeno appropriata per una lista in ordine sparso di sette film e telefilm più o meno indegni che ho guardato solo perché ottenebrata dalla lussuria per uno o più dei protagonisti, o per un malriposto senso di lealtà nei confronti di questo o quell’attore o regista. Senza ulteriore indugio:

Van Helsing

Van Helsing e la sua arma più nota: la FRESA

colpevole: Hugh Jackman

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Eden Lake (James Watkins, 2008)

L'orrore... l'orrore...

 

Si sente ancora il bisogno di un’ennesima variazione sul tema “giovani sprovveduti vanno a farsi un weekend bucolico e lì le cose SI FANNO BRUTTE”? Apparentemente sì, se in mezzo ci sono gradite sorprese come questo Eden Lake. Potrebbe sembrare un remake britannico di Un tranquillo weekend di paura – dove al posto della vallata che sta per essere cancellata da una diga c’è un pezzo di campagna diventato terreno edificabile, e in luogo degli hillbilly suonatori di banjo ci sono ragazzini dediti al bullismo tutti “oi, mate” – ma Eden Lake vive di vita propria, riflettendo su un problema di scottante attualità nel Regno Unito, cioè l’emergenza sociale, spesso cavalcata dai media reazionari, di una gioventù lasciata crescere allo sbando e che trova la sua espressione nella sottocultura chav. Continua a leggere

Notizie

 

  • Dopo il guest spot sul blog di Grazia di qualche tempo fa, torno a sconfinare stavolta offrendo la mia preziosissima, imparziale, pezzente opinione sulle grane di Michael Fassbender su Rimozione da Tiffany. Cosa fate ancora qui?
  • Lo switch off nella mia regione è finalmente avvenuto. Pensionati in crisi d’astinenza perché non riescono più a vedere Telecittà.
  • A meno che non viviate su Alderaan,  saprete bene che, nel giro di un giorno solo sono morti Leslie Nielsen, Irvin Kershner (regista de L’impero colpisce ancora), e Mario Monicelli. Del primo ricordo quella volta che i miei genitori, quand’ero piccola, mi portarono a vedere Una pallottola spuntata perché L’Aereo più pazzo del mondo mi era piaciuto un sacco. Del secondo ricordo, beh, L’impero colpisce ancora, forse (anzi sicuramente) il migliore tra i film di Guerre Stellari. Del terzo… difficile scegliere: leggendo le reazioni in giro per la rete vedo che ognuno ha un Monicelli del cuore, perché l’ultimo vecchiaccio del cinema italiano non è stato certo avaro con il suo pubblico. Comunque, per me è Brancaleone. Vien voglia di credere che il Medioevo fosse davvero così: colorato, pezzente, e popolato da sfigati come noi.