Chi vuole una casa nella prateria? Lost 6×08

Chiedo scusa se ancora una volta il post arriva con estremo ritardo, ma stavolta ci si è messa di mezzo una fastidiosa influenza che mi ha tenuto lontana dal computer – e da qualsiasi attività che non fosse dormire o ingerire medicinali – proprio quando mi mancava solo l’ultima revisione. Fortunatamente la puntata successiva è abbastanza disconnessa da questa da non aver fatto invecchiare anzitempo questa recensione e le teorie che si porta dietro 🙂

E nel prossimo episodio, scopriremo che Jack guarda Sentieri

E nel prossimo episodio, scopriremo che Jack guarda Sentieri

A parte il fatto che potrei semplicemente linkare la disamina della sesta stagione che ha fatto TFM , si può dire che se Dr. Linus mi ha ricordato molti dei motivi per cui amo Lost, Recon invece è stato un episodio frustrante che mi ha ricordato il periodo, all’inizio della terza stagione, in cui ero lì lì per mollare questo telefilm.

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L’uomo in più: Lost 6×07

Per tutta una serie di motivi molto noiosi questo post arriva con una settimana di ritardo… abbiate fede perché presto recensirò anche Recon – e non credo che avrò altrettanto da dire. Ma intanto vai di Dr. Linus (e complimenti al “nostro” Michael Giacchino per l’Oscar vinto con Up, il mio film preferito del 2009, tra l’altro)!

Adoràtelo.

Adoràtelo.

A tutti quelli che sbuffano (anch’io l’ho fatto le mie volte, eh) dicendo “sì, ma Lost lo inventano in corsa”, rispondo: Ben Linus è stato “inventato in corsa”. La storia è ormai nota. Guardando indietro, che Ben fosse stato un’aggiunta tardiva, o comunque non inserita nel concept originale della serie, sembra quasi impossibile. Pochi personaggi sono così intimamente, ed esplicitamente, integrati con la mitologia della serie; pochi hanno influenzato così pesantemente le vicende degli altri abitanti dell’isola.

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Incident at Loch Ness (Zak Penn, 2004)

Toh! Avevo scritto queste recensione qualche tempo fa ma non l’avevo postata perché WordPress e/o la mia connessione facevano le bizze. Eccola adesso, tanto non va mica a male.

Herzog is not amused

Dopo Lake Mungo, Incident at Loch Ness presenta un altro punto di vista sull’uso del mockumentary come riflessione sul cinema come gioco di prestigio, illusionismo allo stato puro. In breve, Incident racconta la storia (fittizia) di Werner Herzog che decide di andare a girare un film sul mostro di Loch Ness – o meglio sul mito che lo circonda – e delle vicissitudini produttive che circondano questo documentario. Soprattutto il produttore, Zak Penn (che in realtà è il regista del film) col procedere della storia emerge, se non come vero protagonista, come una sorta di surreale villain che tenta di aumentare l’appeal del documentario di Herzog con stratagemmi hollywoodiani, peraltro di bassa lega. Continua a leggere

Il guardiano del faro: Lost 6×05

giàc

"Era meglio se andavo in vacanza in Sardegna"

Ho procrastinato la recensione di questa puntata non perché si sia trattato di un episodio particolarmente debole, ma mi è riuscito davvero difficile trovare qualcosa di nuovo da dire, nel bene o nel male. Forse True Blood mi ha spento troppo bene il cervello, ma ci provo lo stesso (dopo il cut e con gli spoiler del caso). Continua a leggere

Sbrodoliamoci: True Blood stagione 1

Okay, lo so che avevo promesso un post su Van Damme per spegnere il cervello dopo l’overdose di Lost, ma vi garantisco che a)il post su Van Damme è quasi fatto e include anche Dolph Lundgren, b)qui c’è di che spegnere il cervello lo stesso. E prima di cominciare, vorrei ringraziare Agony Aunt di Strong Bloody Violence: sono stati i suoi post a convincermi subdolamente a vedere questo telefilm da tempo relegato a metà classifica delle mie “cose da vedere”.

fangtasia

Ah, ma non era il Banale?

Uhm, temo che la battuta la capiranno solo i padovani. Comunque. Ci sono due modi per approcciarsi a True Blood: uno serio e l’altro no.

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La tassa, ovvero Lost 6×03

kate

Tassa? Ma se non ho mai pagato nemmeno una multa!

La versione breve e senza spoiler di questa recensione è che What Kate does sarebbe potuto durare 10 minuti invece di 40 e sarebbe stato lo stesso. Ma a quanto sembra, c’era questa tassa da pagare per mantenere i parallelismi con la S1.  Il resto dopo il salto (con spoiler, incluso titolo e personaggio protagonista del prossimo episodio).

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Lake Mungo (Joel Anderson, 2008)

lake mungo

Che bella famigliola, e che bella casetta infestata

(Una recensioncina senza spoiler di rilevanza)

Pochi giorni fa, mi sono accidentalmente spoilerata il finale di Paranormal Activity, che non ero comunque sicura di voler andare a vedere: questa storia del filmato finto-vero comincia un po’ ad essere abusata, ed aleggiava un vago aroma di sòla intorno all’operazione. Ciò non toglie che probabilmente gli darò un’occhiata, ma non subito.

paura eh

paura eh?

In compenso, a stretto giro di boa ho visto Lake Mungo, incuriosita dalla recensione dei 400 Calci. Lake Mungo è apparentemente simile a Paranormal Activity, dato che fa largo uso di telecamere finto amatoriali, filmati e foto finto-d’archivio, e tutto il cucuzzaro necessario a costruire un mockumentary. D’altra parte, si prefigge degli scopi diversi. Più che spaventare lo spettatore (anche se oh, sarà che l’ho visto nella penombra della mia casa vuota, ma un po’ di inquietudine me l’ha data), Lake Mungo si diverte a mettere in dubbio la nostra capacità di vedere ciò che realmente le immagini rappresentano e non solo quello che ci si aspetta di trovarvi. Se dico che The Prestige è uno dei miei film preferiti, è abbastanza ovvio che questo lato di Lake Mungo mi abbia piacevolmente colpito. Continua a leggere