Weekend con Zio Tibia: The house of the devil (Ti West, 2009)

Complice la recensione di The woman ad opera di Elvezio Sciallis e i commenti che ne sono scaturiti, ho deciso di passare un weekend con Zio Tibia e fare una mini maratona di horror che non avevo ancora visto e che si sono rivelati avere una cosa in comune: una ragazza in trappola.

Comincio con The house of the devil (di cui aveva parlato a suo tempo anche Hell, che è molto più sul pezzo di me; ma bisogna capirmi, dopotutto il bradipo è il mio animale guida), in quanto l’unico tra i tre film che ho visto a non essere tratto da un romanzo di Jack Ketchum, e che si distingue anche a livello contenutistico. Niente tortura, violenza psicologica e degrado morale, ma un film volutamente vecchio stampo, filologicamente corretto fino all’inverosimile nel suo ricreare l’estetica e i topoi degli horror a base di satanismo e case infestate degli anni ’70/’80. Questa meticolosissima ricostruzione da parte del regista Ti West di un’epoca in cui (come me, peraltro) era appena nato è sia un punto di forza sia una debolezza di The house of the devil; tutte le recensioni che ho letto si confrontano con questa scelta stilistica e di contenuto. Esercizio di stile sterile e fine a se stesso (se questa meticolosità estrema e serissima stia al di sopra o al di sotto dell’ironia postmoderna che viaggia sull’asse Tarantino-Rodriguez è da vedere), o scelta consapevole e meno conservatrice di quello che sembra? Continua a leggere