The things I do for love (o anche: “guarda! Guarda cosa mi hai fatto fare!”)

Al contrario di quanto il titolo potrebbe suggerire, questo non è un post su A Song of Ice and Fire/Game of Thrones di George R.R. Martin, ma mi sembrava una citazione quantomeno appropriata per una lista in ordine sparso di sette film e telefilm più o meno indegni che ho guardato solo perché ottenebrata dalla lussuria per uno o più dei protagonisti, o per un malriposto senso di lealtà nei confronti di questo o quell’attore o regista. Senza ulteriore indugio:

Van Helsing

Van Helsing e la sua arma più nota: la FRESA

colpevole: Hugh Jackman

Lo metto per primo perché in un certo senso è l’esempio più egregio: l’ho addirittura visto al cinema, il che significa che non ci ho perso solo del tempo, ma anche dei soldi. E’ anche un ottimo paradigma per spiegare uno dei miei metri di giudizio quando guardo un film, che ho mutuato nientemeno che da un vecchio programma musicale di Rete A.  Era condotto dalla tizia protagonista del video di Qualcosa di grande dei Lunapop, e ogni settimana veniva invitato in studio un opinionista diverso che portava una propria personale classifica di video musicali BRUTTI. Un giorno uno di questi tizi disse qualcosa che per me risultò illuminante: inutile stare a prendersela con i video italiani o comunque a basso costo, perché è facile che senza una macchina produttiva solida alle spalle il risultato finale ci sembri scadente.  E come esempio di video davvero brutto lui portò Love don’t cost a thing di Jennifer Lopez: chiaramente prodotto con una montagna di soldi, ma senza un’idea che fosse una, e in definitiva poco più che un accrocchio di scene slegate tra loro senza coerenza logica o estetica. Ecco, per me Van Helsing è il Love don’t cost a thing del cinema d’avventura: non un vero b-movie come quelli cui in teoria si ispira, perché ovviamente c’è stato un investimento di denaro se non altissimo almeno rispettabile, ma al contempo poverissimo di idee, noioso, sciattamente convinto che basti mettere in cartellone una star in ascesa com’era al tempo Hugh Jackman (spalleggiato, se non ricordo male, da un David Wenahm sull’onda del Signore degli Anelli) , poi il film vien da sé.  Peccato non sia così che funzioni. E oltre al danno la beffa: per il 90% del tempo Jackman indossa un cappello che gli copre la maggior parte del viso, che oltre a non agevolare esattamente l’espressività, è anche un modo un po’ scemo di utilizzare un attore che ha tra i maggiori selling point proprio la sua BELLA FACCIA. Dopodiché non mi sono fatta più fregare e Wolverine: Origini l’ho scaricato, così almeno ho potuto sfogare la mia nerdrage gratis. Ma questa è un’altra storia.

Hex

con quell'eyeliner che fa sempre giuoco

colpevole: Michael Fassbender

In realtà lo spunto per questo post è nato proprio quando ho visto su tumblr un photoset che raggruppava gif animate di Hex con una di Fish Tank, e la mia prima reazione è stata “lol, ma che c’entra Fish Tank, quello è un bel film”. Invece Hex è… beh, intanto è una miniserie (di Channel Four se non ricordo male), e credo che si potrebbe tranquillamente usare come blando antidolorifico quando ci imbattiamo nelle fiction italiane e ci scatta la sindrome da “all’estero è meglio”. Beninteso: qui ci sono production values che il prodotto medio della Ares film si sogna e una recitazione passabile, ma la sciatteria nella scrittura c’è tutta. Ora, se non ricordo male, la storia è quella di una ragazza che frequenta un college privato nella campagna inglese, ha strani sogni e visioni che la riconnettono a una nobildonna che lì era vissuta ed era diventata un strega, e al centro di tutto questo ci sarebbe un losco e affascinante figuro, che altri non sarebbe che Fassbender nei panni di se stesso un demone immortale alla costante ricerca della donna giusta da ingravidare con la sua progenie satanica. Che detta così sembrerebbe anche un bel fantasy-horror con risvolti exploitation come non se ne fanno da un pezzo, E INVECE NO. Il punto è che in Hex non succede niente. E’ una non-storia al pari di Twilight (di cui ho visto solo il primo film per appurare se facesse davvero cagare come dicono, ed è proprio quello il punto: non è nemmeno brutto, è nullo) che, escludendo il personaggio dell’amica fantasma lesbica della protagonista che almeno porta un po’ di verve, non offre alcun reale motivo per essere visto. A parte il fatto che Fassbender è davvero BELLO BELLO IN MODO ASSURDO in questo telefilm, e allora si sopporta anche il fatto che tutto sommato al posto suo ci sarebbe potuto essere anche il primo gabrielgarko che passava. Però ecco, c’è pure una seconda stagione ma non mi fregano più (tra l’altro ho  sentito che lui c’è solo per pochi episodi per poi lasciare spazio a nuovi personaggi: segue gesto dell’ombrello)

La maschera di ferro

chissà se starebbero ancora tanto vicini a Depardieu, ora che si mette a pisciare negli aeroplani

colpevoli: Jeremy Irons, John Malkovich

Scelta vintage e anche un po’ anomala perché sono abbastanza sicura che buona parte del mio rapporto controverso con questo film sia dovuto al fatto che lo andai a vedere al cinema in una brutta giornata (per motivi che non sto a spiegare perché saranno anche fattacci miei), e invece di distrarmi non fece che peggiorare le cose. Per motivi che non starò a spiegare. E però anche al netto delle magagne personali, rimane un film un po’ così, fatto per capitalizzare sull’irresistibile ascesa di Di Caprio nell’era del Titanic, con un contorno di attoroni che recitano con una mano legata dietro la schiena e l’altra sul portafogli, che lascia un retrogusto di inconsistente operazione commerciale vicino a quello di Van Helsing.  Resta il fatto che al tempo per me Jeremy Irons e John Malkovich erano il non plus ultra, attraenti nel ’98 come lo sono i beni rifugio nel 2011.  Tra il film davvero piuttosto “meh” e i loro parrucchini con le extension, beh, se lo potevano risparmiare loro come me lo potevo risparmiare io.

Amundsen der pinguin

che tenero gigione, mi sembra ieri che lo vedevo a cavallo di cannoni sparaschiuma a forma di fallo

colpevole: Till Lindemann

Questa è proprio per utenti esperti: scaricare da emule con pochissime fonti (quindi ci ha messo una vita) un film per bambini in tedesco e senza sottotitoli solo perché c’è Till Lindemann, ovvero il cantante dei Rammstein, in un ruolo secondario. Se devo essere onesta per quello che ne ho capito non è nemmeno un brutto film: è una curiosa storia di rapina a sfondo ecologista, in cui dei brutti ceffi rubano il pinguino della bambina protagonista perché questi sarebbe in grado di ritrovare un tesoro nascosto al polo nord (o sud, non mi ricordo). Sì insomma, rai 2 potrebbe tranquillamente doppiarlo e mandarlo in onda un sabato pomeriggio prima dell’ennesima replica di qualche corto Disney con Pippo. Resta il fatto che mi sono sciroppata un’ora e mezzo di film in una lingua che non conosco solo per una manciata di scene con Lindemann che tra l’altro nel frattempo erano state comodamente estrapolate e caricate su youtube. Almeno non l’ho pagato?

A.I.  – Intelligenza Artificiale

Forse hai esagerato con l'acido glicolico

colpevoli: Stanley Kubrick, Jude Law

Ora, io non è che disprezzi Spielberg (dopotutto ha colorato la mia infanzia con tutti gli Indiana Jones e gli ET e gli squali del caso, e Schindler’s List lo riguardo ogni volta che passa in tv), però il suo nome da solo non è abbastanza per mandarmi al cinema. Quando però vi si associano concetti come “il progetto incompiuto di Kubrick” in un periodo in cui avevo la FOTTA per Kubrick e “Jude Law” in un periodo in cui avevo la FOTTA per Jude Law, la musica cambia, anche se c’è di mezzo l’irritante bambino del Sesto Senso col suo faccino da giovane vecchio. Di per sé alla fin fine il film non era nemmeno pessimo, ma chi si ricorda di A.I. nel 2011?

Appunto.

Dynasty

più anni '80 di così c'è solo Mr. T che fa sesso con Ronald Reagan

colpevole: Helmut Berger

Come forse si può intuire dal titolo di questo blog, qui a Helmut Berger gli si vuole bene. E non si nega il fatto che, quando il tuo film d’esordio è La caduta degli dei, mantenere gli standard è un pochino difficile. Tra l’altro, Berger non ha nemmeno avuto la fortuna di rimanere bello bello in modo assurdo nel corso degli anni come è successo all’eterno rivale (se non altro per le attenzioni di Visconti) Alain Delon, di cui l’attore austriaco, all’inizio della carriera, costituiva una sorta di controparte dionisiaca. Ora, se volessi mantenere un minimo di coerenza, a questo punto della classifica forse dovrei mettere  Un dio chiamato Dorian di Massimo Dallamano: dopo aver perso invano del tempo a cercare di scaricare il torrent, alla fine ho ceduto e comprato il dvd, dove peraltro l’audio italiano, nonostante il buon lavoro di restauro della Rarovideo, dà l’impressione di essere stato registrato in un cantiere. Il problema è che, con tutto il suo essere camp e kitsch e insopprimibilmente datato, secondo me quel Dorian Gray lì non è male, e a modo suo è una trasposizione davvero fedele del romanzo di Wilde, e quindi non mi sento di metterlo in classifica (quello nuovo con Ben Barnes, d’altro canto, non l’ho visto e nemmeno so se ne ho voglia: ho sentito puzza di Van Helsing fin dai primi trailer). Quindi? Quindi Dynasty, anche se ci ho speso solo pochi minuti di cazzeggio su youtube una sera che non avevo davvero NIENTE da fare. E’ famosa la dichiarazione di Berger riguardo il suo coinvolgimento nella soap (che durò pochi episodi, non mi ricordo se si licenziò o fu licenziato): “mi recavo sul set piangendo e poi in banca ridendo”, quindi diciamo che in partenza non ci credeva molto nemmeno lui. Il suo personaggio si chiamava Peter – wait for it – Devilbis, un malvagio seduttore che malvagiamente seduceva Fallon, una stordita che ovviamente solo perché arriva un europeo ricco e invadente e più vecchio di lei che le offre una cena ci finisce a letto, e — okay, non mi sembra ci siano ministeri di mezzo. Non saprei nemmeno io indicare un motivo preciso per cui questo excursus televisivo di Berger è finito in lista, se non una diffusa sensazione di ciò che definirei imbarazzo per conto terzi, o fremdschamen, nell’idioma nativo del nostro Helmut, anche al netto della consapevolezza che si tratta di una soap di venticinque anni fa. Tra l’altro io mostrerei questi video agli sbarbatelli nati nel ’95 che si mettono a fare i revival anni ’80 perché hanno visto Lady Gaga con le spalline alla Grace Jones: QUESTI erano gli anni ’80, niubbi.

Tra l’altro a casa mia ci garbava di più Dallas.

Paganini

Kinski un po' tinto, un po' Brass

colpevole: Klaus Kinski

E’ in momenti come questo che mi manca la Zia, che tra l’altro a suo tempo di Kinski Paganini aveva già parlato. Questo è un altro film che entra in lista un po’ di traverso, perché sapevo esattamente a cosa stavo andando incontro (beh, non del tutto), e l’ho fatto lo stesso, tra l’altro in un giorno in cui ero stroncata da un’emicrania di quelle che ti fanno guardare alla ghigliottina con un certo affetto. Questa è la misura del mio masochismo: quando non ne posso più di stare a letto al buio e drogarmi invano di flurbiprofene e optalidon, mi trascino sul divano e guardo dei film deliranti. O con i sottotitoli. O entrambe le cose. TAFAZZI AIN’T GOT NOTHING ON ME, YO.

Dunque, in Paganini Kinski dirige e interpreta (in italiano) una biografia del noto violinista, indossando tra l’altro un’inedita parrucca nera (o forse si era proprio tinto, chi lo sa). Buona parte del film sono riprese sghembe, lui che suona, lui che abbraccia e bacia il figlio Nikolaj, allora bambino, con un impeto che dici “diobòno mollalo che gli stacchi la testa”, e soprattutto TROMBA con una serie di signore che include: Debora Caprioglio (allora tipo diciottenne nonché sua moglie. Ricordiamocelo: Debora Caprioglio è stata sposata con Klaus Kinski), Tosca D’Aquino (piiirìpi), e DONATELLA RETTORE VESTITA DA LADY OSCAR. Se non ricordo male uno degli amplessi è filmato col contrappunto di due cavalli che si montano con contorno di luci fluo. Certo, certo, lo so che Kinski è apparso nei più beceri b-movie con grande sprezzo del pericolo e del ridicolo, e nel mucchio c’è sicuramente roba peggiore di questo Paganini, ma insomma, io questo ho visto, con quantità spropositate di antinfiammatori in circolo e il sudore rancido di quando SOFFRI, guarda Kinski, GUARDA COSA MI HAI FATTO FARE.

L’angolo tassonomico e non nozionistico — ho calcolato il totale del tempo speso per aver guardato questi film (lasciando fuori Dynasty perché il trollaggio random su youtube non è quantificabile, ma voi sapete bene che è una perdita di tempo di default):

880

minuti della mia vita che non riavrò mai più

Poteva andare peggio… ma sono abbastanza sicura di aver tralasciato degli esempi importanti. E non è detto che la storia non si ripeta. Del tipo che di Merlin non me ne è mai fregato un beneamato e sembra pure un po’ una poverata, ma

(Guarda. Guarda cosa mi stai facendo fare. Ma non ti vergogni?)

10 thoughts on “The things I do for love (o anche: “guarda! Guarda cosa mi hai fatto fare!”)

  1. post stupendo!XD anche io ho guardo La Maschera di Ferro solo per John Malkovich e Jeremy Irons (mentre le mie coetanee lo guardavano per Leonardo di Caprio, ma vabbè, dettagli), fuck yeah.

    • Same here😄 Okay, ora Di Caprio come attore lo apprezzo anche, ma oggi come allora a livello ormonale proprio non ci siamo, per cui se non altro non sarà mai colpevole di avermi indotto a guardare qualche indegna ciofeca.

      (tra l’altro il discorso sulla maschera di ferro mi ha fatto pensare: esisterà un film decente sui tre moschettieri? Io ricordo con un certo affetto quello con Kiefer Sutherland e Charlie Sheen che aveva la colonna sonora di Sting-Rod Stewart- BRYAN ADAMS, però insomma, affetto a parte, anche no)

  2. Ah, che bello! Il blog aggiornato! *__*
    E con un argomento, poi, che ci riguarda tutti da vicino. Ci devo pensare, neanche tanto a dire il vero, ma anche io ho film di questo genere in videoteca. Li ho addirittura comprati!😀

    • Li chiamerei guilty pleasures ma sarebbe sbagliato, il guilty pleasure ti piace davvero anche se magari ti vergogni ad ammetterlo, questi sono più… no, meglio della metafora di Tafazzi non mi viene in mente nulla😀 E spenderci dei soldi fa proprio parte del gioco, perché poi devi ripensarci e chiederti “ma PERCHE’ l’ho fatto?”

  3. Pingback: New Girl | Book and Negative

  4. Quanto ti amo😄 Sì okay ACCURATE, è esattamente così, mo’ mi hai fatto vedere voglia di vedere Paganini tanto lo hai elogiato😄 Ancora devo cercare un film di nome Dorian XDDD MA ANYWAY no, non esistono film decenti sui moschettieri. Il meno peggio è quella roba degli anni 70 con Mon Amour volevo dire Christopher Lee. Che, parliamone, cosa non ho visto per colpa sua. Invece film sui moschettieri brutti che si vedono soltanto per un attore per il quale hai una scimmia pazzesca – MAH NON MI VIENE IN MENTE NIENTE😄

    • Paganini è il WTF fatto film, veramente senza freni inibitori. Io l’ho trovato su TNTvillage se non ricordo male, altrimenti se ce l’ho ancora – adesso mi sorge il dubbio che fosse su un dvd RW – te lo masterizzo pure (Dorian Gray è più difficile visto che ce l’ho in DVD ORIGINALE, rendiamoci conto)!

      Lol, quando sono andata a vedere Drive e c’era il trailer dei Tre moschettieri ti ho pensata😄 e poi C’E’ ANCHE MADS. Perché ci fanno questo, perchéééééééhhhhhhhh!

      • Sì è vero Mads😄 Se interrogata sosterrò che vado per la parrucca di Orlando Bloom però! XDD A questo proposito mi sovviene che ho sognato (per darti un’idea dei miei sogni, cioè XD) che sulla pagina IMDb di Waltz compariva un nuovo film, oltre a Django, che era anch’esso una cazzata, e lui faceva un’intervista in cui diceva che adora fare questi film con grosso budget e viva Hollywood, e io nel film mi afferravo la testa D: e precipitavo nel vuoto urlando “nuooooooooooo”

  5. Ahahaha post geniale!!!
    Anche io ero caduta sia nel tranello di Van Helsing che in quello de La maschera di ferro e per i tuoi stessi motivi!
    Aggiungo anche: Dragonball Evolution per la presenza di James Marsters/Spike e non so quanti film dal mediocre al maffissimo con Seth Green… ma l’elenco potrebbe continuare!

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